Aperto per la prima volta, Google Analytics 4 può spaventare: decine di rapporti, grafici e menu. La buona notizia è che per gestire un sito o un negozio ne servono pochi. In questo articolo vediamo i rapporti principali, cosa raccontano e cosa conviene guardare ogni mese. I nomi delle voci possono cambiare leggermente con gli aggiornamenti dell’interfaccia di Google, ma la struttura resta questa.
Tempo reale
Mostra chi è sul sito in questo momento: pagine aperte, provenienza, eventi negli ultimi minuti. Serve soprattutto a verificare che il tracciamento funzioni, per esempio dopo aver installato il tag o lanciato una campagna. Non è utile per valutare l’andamento del sito: pochi minuti non dicono nulla.
Acquisizione: da dove arrivano le persone
Il rapporto sull’acquisizione del traffico divide le sessioni per canale:
- Organic Search: dai risultati dei motori di ricerca;
- Direct: indirizzo digitato, segnalibri o provenienza sconosciuta;
- Referral: link da altri siti;
- Organic Social e Paid Social: dai social, gratuiti o a pagamento;
- Paid Search: annunci sui motori di ricerca;
- Email: newsletter e campagne email.
Più nel dettaglio puoi vedere la sorgente/mezzo, per esempio google / organic o newsletter / email.
I parametri UTM
Per sapere esattamente quale newsletter, post o campagna ha portato visite, si aggiungono ai link i parametri UTM:
https://tuosito.it/offerta/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=autunno
Analytics li legge e li mostra nei rapporti. Usa nomi coerenti, sempre in minuscolo: Newsletter e newsletter diventano due sorgenti diverse. Sui siti con iWebLab Cache questi parametri non impediscono di servire la pagina dalla cache, quindi non rallentano il sito.
Coinvolgimento: cosa fanno sul sito
- Pagine e schermate: le pagine più viste, con il tempo medio di coinvolgimento. Utile per capire quali contenuti funzionano.
- Eventi: le azioni registrate, come scorrimento, clic su link esterni, download, invio di moduli, acquisti.
- Tempo di coinvolgimento: il tempo in cui la pagina era davvero in primo piano, non solo aperta in una scheda.
GA4 ha sostituito la vecchia «frequenza di rimbalzo» con il tasso di coinvolgimento: una sessione è «coinvolta» se dura più di 10 secondi, se vede almeno due pagine o se genera un evento chiave. La frequenza di rimbalzo esiste ancora, ma è semplicemente il contrario del tasso di coinvolgimento.
Eventi chiave: ciò che conta per te
Gli eventi chiave, chiamati «conversioni» nelle versioni precedenti, sono le azioni che rappresentano un risultato: un acquisto, una richiesta di preventivo, un’iscrizione alla newsletter, una chiamata dal pulsante del telefono. Vanno segnati tu, nelle impostazioni degli eventi. Senza eventi chiave Analytics ti dice quante persone arrivano, ma non se il sito sta facendo il suo lavoro.
Monetizzazione
Per i negozi online, i rapporti di monetizzazione mostrano ricavi, prodotti più venduti e percorso d’acquisto, se il tracciamento dell’e-commerce è configurato. Ne parliamo nell’articolo dedicato alla misurazione di un e-commerce.
Esplorazioni
Le esplorazioni sono lo strumento per analisi su misura: tabelle libere, imbuti di conversione, percorsi degli utenti. Sono potenti ma richiedono un po’ di pratica. Tieni presente che lavorano sui dati conservati: se la conservazione è impostata a due mesi, non puoi analizzare l’anno precedente.
Cosa guardare ogni mese
- Sessioni per canale, confrontate con lo stesso mese dell’anno precedente: tiene conto della stagionalità.
- Eventi chiave e tasso di conversione per canale: quale provenienza porta risultati, non solo visite.
- Pagine di destinazione più visitate e il loro coinvolgimento: dove entrano le persone e se restano.
- Dispositivi: se da telefono le conversioni sono molto più basse che da computer, c’è un problema di usabilità o di velocità su mobile.
- Campagne, tramite i parametri UTM: quanto rendono rispetto a quanto costano.
Ricorda che Analytics vede solo chi accetta i cookie: guarda le tendenze più che i valori assoluti.
Personalizzare i rapporti
GA4 permette di modificare i rapporti standard e di crearne di nuovi dalla libreria dei rapporti. Non serve stravolgerli: spesso basta aggiungere una dimensione utile, come il dispositivo o il paese, oppure creare un rapporto con le sole pagine di destinazione e gli eventi chiave. Per chi riceve i dati senza entrare in Analytics esistono anche i rapporti via email e strumenti come Looker Studio, che permettono di costruire un cruscotto con i numeri essenziali da condividere con colleghi o clienti.
Un consiglio: prima di aggiungere rapporti, decidi quali domande vuoi farti ogni mese. Un rapporto che nessuno legge è solo rumore, e cinque numeri guardati con regolarità valgono più di cinquanta consultati una volta l’anno.
In sintesi
- Tempo reale serve a verificare il tracciamento, non a valutare il sito.
- Acquisizione dice da dove arrivano le persone; i parametri UTM rendono misurabili campagne e newsletter.
- Coinvolgimento ed eventi chiave dicono cosa fanno e se il sito raggiunge i suoi obiettivi.
- Ogni mese: canali, eventi chiave, pagine di destinazione, dispositivi e campagne.
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