Il rapporto Prestazioni di Search Console (chiamato anche «Rendimento della ricerca») risponde alla domanda che interessa di più: quante persone mi trovano su Google, e cercando cosa? Sono dati che arrivano direttamente da Google, non stime di strumenti esterni. Per leggerli bene, però, bisogna sapere cosa significano davvero i quattro numeri in alto.

I quattro numeri

Metrica Cosa significa
Clic totali Quante volte qualcuno ha cliccato un risultato del tuo sito e ci è arrivato.
Impressioni totali Quante volte un tuo risultato è comparso nelle pagine di ricerca, anche se nessuno l’ha guardato.
CTR medio La percentuale di impressioni che sono diventate clic.
Posizione media La posizione media in cui il sito è comparso, considerando tutte le impressioni.

Clicca sui riquadri per mostrarli o nasconderli nel grafico. Vederli insieme aiuta: se le impressioni salgono e i clic no, il sito compare di più ma non convince a cliccare.

Perché la posizione media inganna

La posizione media è il numero più frainteso di tutto Search Console. È una media su tutte le ricerche per cui compari, e si muove per ragioni che non hanno nulla a che vedere con la qualità del sito.

  • Se inizi a comparire per molte ricerche nuove, magari in decima o ventesima posizione, la media peggiora anche se le posizioni principali non sono cambiate. In realtà è una buona notizia: Google ti mostra di più.
  • Se perdi le ricerche marginali, la media migliora anche se il traffico cala.
  • Una ricerca con il nome della tua azienda, sempre in prima posizione, pesa quanto una ricerca generica in cui sei lontano.

Per questo la posizione media va guardata per singola ricerca o singola pagina, mai come numero complessivo.

Le schede sotto il grafico

  • Query: le parole cercate. È la miniera d’oro: scopri come le persone descrivono quello che offri, spesso con parole diverse da quelle che usi tu.
  • Pagine: quali pagine portano clic. Utile per capire quali contenuti funzionano e quali no.
  • Paesi: da dove arrivano le ricerche.
  • Dispositivi: computer, telefono, tablet. Per quasi tutti i siti il telefono è la maggioranza.
  • Aspetto nella ricerca e Date: risultati con elementi speciali e andamento giorno per giorno.

Puoi combinare i filtri: per esempio vedere le ricerche che portano a una sola pagina, o il rendimento solo da telefono in Italia.

Confrontare due periodi

Dal filtro della data puoi scegliere Confronta. Due consigli:

  1. Confronta periodi simili: lo stesso mese dell’anno prima è più affidabile del mese precedente, perché tiene conto della stagionalità. Un negozio di articoli da mare a novembre cala sempre rispetto a luglio.
  2. Usa periodi abbastanza lunghi: le variazioni di pochi giorni sono quasi sempre rumore.

Cose da sapere

  • I dati arrivano con due o tre giorni di ritardo. Gli ultimi giorni del grafico possono sembrare in calo solo perché non sono ancora completi.
  • Alcune ricerche sono nascoste. Per tutelare la privacy, Google non mostra le ricerche fatte da pochissime persone. Per questo la somma dei clic delle singole query è spesso più bassa del totale.
  • I dati sono conservati per 16 mesi. Se ti serve uno storico più lungo, esportali periodicamente.
  • Non coincidono con le statistiche del sito. Search Console conta i clic dai risultati di Google; gli strumenti di statistica contano le visite, con metodi diversi e spesso bloccati dal consenso ai cookie.

Come usarlo davvero

  • Pagine con molte impressioni e pochi clic: il titolo e la descrizione che compaiono su Google non convincono. Riscriverli può portare clic senza cambiare posizione.
  • Ricerche in posizione 8-20: sono quelle più vicine alla prima pagina. Migliorare il contenuto che risponde a quelle ricerche è spesso il lavoro più redditizio.
  • Cali improvvisi: controlla prima il rapporto Pagine e gli errori del server, poi le date di eventuali modifiche al sito.

Un sito veloce aiuta, ma il rendimento dipende soprattutto da contenuti, struttura e concorrenza nelle ricerche. Per l’aspetto tecnico, la velocità vista dai visitatori reali la trovi nel rapporto sui Core Web Vitals, di cui parliamo in un altro articolo.

Un esempio di lettura

Supponiamo che nel rapporto una pagina di servizio abbia 4.000 impressioni, 40 clic e posizione media 6. Il CTR è dell’1%: la pagina compare spesso, in prima pagina, ma quasi nessuno la sceglie. Il problema non è la posizione ma il modo in cui si presenta: un titolo generico o una descrizione poco chiara. Riscriverli in modo più concreto, con il beneficio per chi cerca, è spesso il modo più rapido per aumentare il traffico senza toccare altro.

In sintesi

  • Clic, impressioni, CTR e posizione media raccontano come ti trovano su Google.
  • La posizione media complessiva inganna: guardala per singola ricerca o pagina.
  • Confronta periodi simili e lunghi, e ricorda il ritardo di due o tre giorni.
  • Le pagine con molte impressioni e pochi clic sono le prime da migliorare.

Vuoi capire un calo di traffico da Google? Apri un ticket: verifichiamo insieme se c’entra qualcosa di tecnico.

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