Google Analytics 4, spesso abbreviato in GA4, è lo strumento gratuito di Google per capire come le persone usano il tuo sito: quante arrivano, da dove, quali pagine guardano, cosa fanno e se completano un acquisto o una richiesta di contatto. È diventato lo standard dopo il pensionamento della versione precedente, Universal Analytics, avvenuto nel 2023. In questo articolo vediamo come è organizzato e come installarlo senza errori.

Come è organizzato

GA4 ha tre livelli, che conviene conoscere prima di cominciare:

  • Account: il contenitore principale, di solito uno per azienda.
  • Proprietà: rappresenta il sito (o un gruppo di siti e app) che vuoi misurare. Qui imposti fuso orario e valuta: scegli quelli giusti fin da subito, perché incidono su tutti i rapporti.
  • Flusso di dati: la sorgente che invia i dati alla proprietà. Per un sito si crea un flusso «Web» con l’indirizzo del dominio.

Quando crei il flusso web, Google ti assegna un ID di misurazione, un codice che comincia con G- seguito da lettere e numeri. È l’unica informazione che serve per collegare il sito ad Analytics.

Tre modi per installarlo

1. Il tag di Google direttamente nel sito

Google fornisce un piccolo codice, il tag di Google, da inserire nella sezione <head> di tutte le pagine. È il metodo più semplice per un sito fatto a mano o un tema che permette di aggiungere codice nell’intestazione. Lo svantaggio: ogni modifica futura, per esempio aggiungere un evento, richiede di toccare il codice del sito.

2. Google Tag Manager

Tag Manager è un «contenitore» che si installa una volta nel sito e poi permette di aggiungere e modificare i codici di misurazione da un pannello, senza toccare il sito. È la scelta giusta se usi più strumenti (Analytics, Google Ads, pixel dei social) o se prevedi di misurare eventi personalizzati. Richiede però un minimo di competenza: un contenitore pieno di tag inutili rallenta il sito, come spieghiamo nell’articolo su Analytics e prestazioni.

3. Un plugin o un modulo del CMS

  • WordPress e WooCommerce: esistono plugin, compreso quello ufficiale di Google, che inseriscono il tag partendo dall’ID di misurazione e, per i negozi, inviano anche gli eventi di acquisto.
  • PrestaShop: ci sono moduli dedicati, alcuni gratuiti e altri a pagamento, che gestiscono anche gli eventi dell’e-commerce.

È il metodo più comodo per chi non vuole mettere mano al codice. Prima di installare un plugin, controlla che sia aggiornato e compatibile con la tua versione del CMS.

L’errore più comune: installarlo due volte

Capita spessissimo: il tag è inserito nel tema, poi qualcuno installa anche un plugin, oppure sono attivi sia il tag diretto sia Tag Manager. Il risultato sono visite e acquisti contati due volte, frequenza di rimbalzo irrealistica e dati inutilizzabili. Prima di installare, controlla che il sito non abbia già un tag: puoi aprire il codice sorgente della pagina e cercare G- o googletagmanager, oppure usare l’estensione Tag Assistant di Google.

Il consenso viene prima

In Italia e in Europa i cookie di Analytics si attivano solo dopo il consenso del visitatore. Il banner dei cookie va quindi collegato al tag: se il visitatore rifiuta, Analytics non deve impostare i suoi cookie. Ne parliamo nell’articolo dedicato ad Analytics e privacy. Installare GA4 senza banner, o con un banner che non blocca davvero il tag, espone a contestazioni.

Verificare che funzioni

  1. Apri il sito da un altro dispositivo, per esempio dal telefono, e accetta i cookie.
  2. In Analytics apri il rapporto Tempo reale: entro pochi secondi dovresti vedere un utente attivo e la pagina che stai guardando.
  3. Naviga un paio di pagine e controlla che compaiano.

Per un controllo più tecnico c’è la modalità DebugView, che mostra uno per uno gli eventi ricevuti. I rapporti standard, invece, si riempiono con qualche ora di ritardo: non preoccuparti se il primo giorno sembrano vuoti.

Le impostazioni da fare subito

  • Conservazione dei dati: di base GA4 conserva i dati dettagliati per due mesi; nelle impostazioni puoi portarla a 14 mesi, utile per le analisi nelle esplorazioni.
  • Esclusione del traffico interno: definisci come traffico interno le visite tue e dei tuoi collaboratori, così non falsano i numeri.
  • Eventi chiave: segna come «evento chiave» le azioni importanti, come un acquisto o l’invio di un modulo.
  • Collegamento a Search Console: aggiunge i dati delle ricerche su Google, come vediamo nell’articolo dedicato.

In sintesi

  • GA4 si organizza in account, proprietà e flusso di dati; l’ID di misurazione G-… collega il sito.
  • Si installa con il tag diretto, con Tag Manager o con un plugin del CMS: scegline uno solo.
  • Il tag va attivato solo dopo il consenso del visitatore.
  • Verifica con il rapporto Tempo reale e imposta subito conservazione dei dati, traffico interno ed eventi chiave.

Hai dubbi su come è installato Analytics sul tuo sito, o temi che sia caricato due volte? Apri un ticket.

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