La firma è la parte di un’email che leggono tutti, a ogni messaggio. Una firma ordinata comunica serietà e fa trovare subito i tuoi recapiti; una firma confusa, pesante o piena di immagini rotte fa l’effetto opposto e, in qualche caso, peggiora anche la consegna dei messaggi. Vediamo cosa mettere in una firma professionale, cosa evitare e come impostarla nei programmi più comuni.

Cosa mettere in una firma

Una buona firma contiene poche informazioni, quelle che servono davvero a chi ti scrive:

  • nome e cognome;
  • ruolo e, se utile, reparto;
  • nome dell’azienda;
  • un recapito telefonico (fisso o mobile, non necessariamente tutti);
  • l’indirizzo del sito.

L’indirizzo email di solito non serve: il destinatario ce l’ha già nel campo del mittente. Può avere senso solo se scrivi da un indirizzo condiviso e vuoi indicare un contatto diretto.

I dati societari

Per le aziende, la normativa può richiedere di indicare nella corrispondenza alcuni dati societari (ad esempio ragione sociale, sede, partita IVA o codice di identificazione, dati di iscrizione al registro). Quali siano obbligatori dipende dalla forma giuridica e dal Paese: chiedi conferma al tuo commercialista e poi inseriscili in una riga compatta, in carattere più piccolo, sotto i recapiti.

Un esempio

Una firma essenziale e completa può essere così:

Mario Rossi
Responsabile commerciale – Rossi Srl
Tel. 0549 000000 · www.tuodominio.it
Rossi Srl · Via Esempio 1 · P. IVA / COE 00000000

Cosa evitare

  • Firme fatte di un’unica immagine. Molti programmi bloccano le immagini per impostazione predefinita: il destinatario vede un riquadro vuoto e nessun recapito. Inoltre il testo dentro un’immagine non si può copiare.
  • Immagini pesanti allegate a ogni messaggio. Un logo da qualche centinaio di KB, moltiplicato per centinaia di email, riempie la tua cartella Inviata e quella dei tuoi contatti. Se usi un logo, tienilo piccolo e leggero.
  • Troppi colori e caratteri. Un carattere, al massimo due colori, quelli del tuo marchio.
  • Citazioni, slogan lunghi, banner promozionali in ogni messaggio: stancano presto e alcuni filtri antispam guardano con sospetto i messaggi pieni di elementi promozionali.
  • Avvisi legali chilometrici. Le note di riservatezza molto lunghe non aggiungono tutela reale e allungano ogni risposta. Se ne vuoi una, tienila breve.

Testo o HTML?

Quasi tutti i programmi permettono una firma in testo semplice o in HTML (con grassetti, colori, link e logo). L’HTML va bene, a patto di restare semplici: una firma copiata da un documento di Word o generata con strumenti online pieni di tabelle annidate può apparire in modo diverso in ogni programma. Dopo averla impostata, mandati un messaggio di prova e guardalo su computer e telefono.

Il logo: incorporato o collegato?

Ci sono due modi per inserire un’immagine nella firma:

Metodo Pro Contro
Immagine incorporata nel messaggio Si vede anche senza scaricare contenuti esterni Ogni messaggio diventa più pesante; a volte appare come allegato
Immagine collegata dal tuo sito Messaggi leggeri Molti programmi non la mostrano finché il destinatario non sceglie di scaricare le immagini

In entrambi i casi la firma deve funzionare anche senza immagine: i recapiti devono essere sempre in testo.

Dove si imposta

La firma non è un’impostazione della casella sul server, ma di ogni programma che usi. Se leggi la posta da più dispositivi, va impostata su ciascuno:

  • Webmail Roundcube (da webmail.tuodominio.it): nelle impostazioni trovi la gestione delle identità; per ogni identità puoi scrivere una firma, anche in HTML.
  • Outlook: nelle opzioni della posta c’è la sezione delle firme, dove puoi crearne più di una e scegliere quale usare per i nuovi messaggi e per le risposte.
  • Thunderbird: la firma si scrive nelle impostazioni dell’account, per ciascuna identità.
  • Apple Mail, iPhone e iPad: nelle impostazioni dell’app Mail c’è la voce per la firma; sul telefono è in genere solo testo.
  • App per Android: la firma si imposta nelle impostazioni dell’account all’interno dell’app.

Sul telefono conviene una versione corta: nome, azienda, telefono. Togli la dicitura automatica del tipo “Inviato dal mio smartphone”, che non aggiunge nulla.

Una firma per tutta l’azienda

Se in azienda siete in tanti, preparate un modello unico e chiedete a tutti di usarlo: stesso ordine delle informazioni, stessi colori, stesso logo. Il modo più semplice è preparare la firma in HTML, mandarla a ciascuno e fargliela incollare nel proprio programma, controllando poi il risultato con un messaggio di prova. Quando cambiano i dati (un nuovo numero, un nuovo indirizzo), aggiornate tutti insieme.

In sintesi

  1. Poche righe di testo, con nome, ruolo, azienda, telefono e sito.
  2. I dati societari richiesti, in una riga compatta.
  3. Al massimo un logo piccolo e leggero, mai la firma intera in un’immagine.
  4. Impostata su ogni dispositivo, con una versione breve per il telefono.
  5. Provata inviando un messaggio a te stesso.

Una firma curata è il complemento naturale di una casella con il tuo dominio. Se non ce l’hai ancora, scopri i piani nella pagina Posta elettronica.

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