Quando qualcosa non va sul tuo sito, la cosa che più conta è sapere chi se ne sta occupando e cosa succederà dopo. Per questo ogni caso che passa da Jarvis segue sempre lo stesso percorso, in cinque passi. In questo articolo li vediamo uno per uno, con un esempio concreto, e chiariamo in quali momenti entra in gioco una persona del nostro staff.
Il percorso in breve
| Passo | Chi agisce | Cosa succede |
|---|---|---|
| 1. Rileva | Gli strumenti iWebLab | Segnalano un’anomalia: consumi fuori norma, traffico automatico, errori ripetuti. |
| 2. Valuta | Jarvis | Individua la causa probabile e la gravità, e scarta i falsi allarmi. |
| 3. Ti scrive | Jarvis | Ricevi un ticket con la spiegazione e la proposta. |
| 4. Ascolta | Jarvis, e tu | Rispondi al ticket; Jarvis legge e chiarisce i dubbi. |
| 5. Esegue | Un tecnico | Quando dai il via, il lavoro lo fa una persona del nostro staff. |
1. Rileva: i segnali arrivano dagli strumenti
Jarvis non osserva il tuo sito da solo: si appoggia agli strumenti che lavorano sui nostri server e sulla rete iWebLab Edge. Site Monitor misura di continuo processore, memoria, disco e processi di ogni account. Vedetta passa in rassegna ogni giorno i consumi dei siti. Sentinella, inclusa in iWebLab Cache Pro, osserva il traffico che arriva dalla rete. Security Intelligence ferma bot invadenti e tentativi di attacco.
Ognuno di questi strumenti produce segnali. Un segnale, da solo, non è ancora un problema: è un’informazione che qualcuno deve interpretare.
2. Valuta: capire prima di scrivere
È il passo più importante, e quello che non vedi. Jarvis mette insieme i segnali e si chiede: cosa sta succedendo davvero? È un picco di visite legittime o traffico automatico? Il sito ne soffre o regge benissimo? È la prima volta o si ripete da giorni?
Da questa valutazione escono tre possibilità:
- Non c’è nulla da fare. Il caso viene annotato nel registro delle notifiche dell’area clienti, e basta.
- C’è qualcosa che devi sapere o decidere. Jarvis ti scrive.
- Serve subito una persona. Il caso passa al nostro staff. Se la situazione esce dal perimetro di Jarvis, non prova a cavarsela da solo.
Preferiamo un messaggio in meno a un messaggio sbagliato: quando la causa non è chiara, Jarvis non te ne propone una plausibile, ma continua a indagare o coinvolge un tecnico.
3. Ti scrive: spiegazione e proposta
Il ticket che ricevi racconta tre cose: cosa abbiamo visto, cosa comporta per il tuo sito e cosa proponiamo di fare. Spesso la soluzione è gratuita o già inclusa nel tuo servizio; a volte richiede un intervento, e allora c’è un preventivo. In ogni caso non si fa nulla senza il tuo consenso.
Se a Jarvis manca un’informazione che solo tu hai, te la chiede. Un esempio tipico: un servizio esterno legge regolarmente le pagine del tuo negozio. È un comparatore di prezzi a cui ti sei iscritto o qualcuno che copia il catalogo? Dal traffico le due cose possono sembrare identiche: la differenza è se l’hai autorizzato tu, e solo tu puoi dircelo.
4. Ascolta: rispondi come a una persona
Rispondi al ticket normalmente, con parole tue. Jarvis legge la risposta e reagisce di conseguenza:
- se hai una domanda, chiarisce il dubbio;
- se dai il via libera, conferma e prepara il passaggio al tecnico;
- se chiedi di parlare con una persona, o la tua risposta richiede una valutazione umana, il ticket passa subito a un tecnico.
Non serve usare formule particolari. «Procedete», «preferisco aspettare», «mi chiamate?» vanno benissimo.
5. Esegue: il lavoro lo fa una persona
Questo è il confine che non si supera: Jarvis non tocca il tuo sito né i tuoi servizi. Quando c’è da attivare qualcosa, cambiare una configurazione o intervenire sul sito, lo fa un tecnico del nostro staff. Jarvis ti ha preparato la strada, il tecnico la percorre.
Un esempio completo
Immagina un negozio online di abbigliamento con un catalogo ampio e molti filtri: taglia, colore, prezzo, marca, ordinamento.
- Rileva. Gli strumenti segnalano che il negozio, a tratti, usa molte più risorse del solito e le pagine rallentano.
- Valuta. Jarvis collega i rallentamenti al passaggio di un crawler che percorre una dopo l’altra tutte le combinazioni dei filtri. Ogni combinazione è un indirizzo diverso, e ognuno va calcolato da zero. Non è un attacco, ma il negozio non regge.
- Ti scrive. Il ticket spiega la situazione con parole semplici e propone di mettere il negozio sotto la nostra iWebLab Cache, senza modifiche al sito.
- Ascolta. La titolare risponde «va bene, procedete». Jarvis conferma che il caso passa allo staff.
- Esegue. Un tecnico attiva la cache. Da quel momento le pagine richieste dal crawler arrivano dalla rete, e il negozio torna a lavorare per i clienti.
E se il problema è urgente?
Il percorso in cinque passi non rallenta le urgenze. Quando un sito è fermo o sta trascinando con sé il server, i nostri strumenti e il nostro staff intervengono per proteggerlo, e le comunicazioni essenziali, come un sito fermo o una sospensione, ti arrivano comunque, qualunque livello di notifica tu abbia scelto. Per gli attacchi veri e propri, la difesa è descritta nella pagina sulla protezione DDoS.
E naturalmente vale anche il contrario: se noti tu qualcosa di strano sul sito, non aspettare Jarvis. Apri un ticket dall’area clienti, come sempre.
In sintesi
Gli strumenti rilevano, Jarvis valuta e ti spiega, tu decidi, un tecnico esegue. In ogni passaggio sai chi se ne sta occupando. Per saperne di più visita la pagina di Jarvis.