Quante persone visitano il tuo sito? Da dove arrivano? Perché ieri sera il modulo di contatto ha dato errore? Le risposte stanno in tre strumenti che il pannello DirectAdmin mette a disposizione per ogni dominio: le statistiche, il log di accesso e il log degli errori. In questa guida vediamo dove trovarli, cosa contengono e come leggerli senza perdersi.

Dove si trovano

  1. Entra nel pannello dall’area clienti (accesso diretto, senza password separata).
  2. Cerca la sezione delle statistiche del sito, di solito nell’area delle informazioni sull’account o dei domini. Puoi anche scrivere «statistiche» o «log» nella ricerca del pannello.
  3. Accanto a ogni dominio (e ai sottodomini, che hanno i loro dati) trovi i collegamenti alle statistiche, al log di accesso e al log degli errori.

Per i log c’è spesso la possibilità di vedere solo le ultime righe oppure il file completo: per un controllo veloce bastano le ultime righe, che sono anche le più leggere da caricare.

Le statistiche di traffico

Le statistiche del pannello sono generate da un programma che legge i log del server e li trasforma in tabelle e grafici: visite per giorno e per ora, pagine più richieste, siti da cui arrivano i visitatori, paesi di provenienza, quantità di dati trasferiti.

Due cose da sapere:

  • Non sono in tempo reale: vengono aggiornate periodicamente. Per un dominio o sottodominio appena creato possono servire uno o due giorni, e almeno qualche visita, prima di vedere qualcosa.
  • Contano anche i bot: motori di ricerca, crawler di intelligenza artificiale, scanner automatici. Per questo i numeri del pannello sono quasi sempre più alti di quelli di strumenti come Google Analytics, che misurano solo i browser veri.

Usa quindi le statistiche del pannello per farti un’idea del carico sul server e delle pagine più richieste, e uno strumento di analisi dedicato per capire il comportamento dei visitatori in carne e ossa.

Se il sito è sotto la rete Edge

Con la rete iWebLab Edge molte pagine vengono servite direttamente dalla cache dei punti di presenza, senza arrivare al server. È proprio questo che rende il sito veloce, ma ha una conseguenza: quelle visite non compaiono nei log del server e quindi nemmeno nelle statistiche del pannello. In questo caso i numeri del pannello rappresentano solo una parte del traffico.

Il log di accesso

Il log di accesso registra una riga per ogni richiesta ricevuta: ogni pagina, ma anche ogni immagine, foglio di stile o script. Una riga tipica è fatta così (dati di esempio):

203.0.113.45 - - [08/Oct/2026:10:15:32 +0200] "GET /contatti/ HTTP/2" 200 18342 "https://www.google.com/" "Mozilla/5.0 ..."

Parte Cosa ti dice
203.0.113.45 L’indirizzo IP da cui arriva la richiesta.
[08/Oct/2026:10:15:32 +0200] Data, ora e fuso orario.
"GET /contatti/ HTTP/2" Cosa è stato chiesto: il metodo (GET per leggere, POST per inviare dati, come un modulo) e la pagina.
200 L’esito: 200 tutto bene, 301/302 reindirizzamento, 404 non trovato, 403 vietato, 500 errore del server.
18342 La dimensione della risposta, in byte.
"https://www.google.com/" La pagina da cui è arrivato il visitatore (referer).
"Mozilla/5.0 ..." Il programma che ha fatto la richiesta: un browser o un bot, che spesso si dichiara per nome.

Tre domande a cui risponde

  • Ci sono link rotti? Cerca le righe con 404 su pagine che dovrebbero esistere: sono collegamenti da correggere o reindirizzamenti da creare.
  • Chi sta caricando il sito? Se il sito rallenta a una certa ora, guarda quante richieste arrivano in quei minuti e da chi. Spesso il colpevole è un singolo bot che scorre migliaia di pagine.
  • Qualcuno prova a entrare? Tante richieste POST verso la pagina di login, da indirizzi diversi, indicano un tentativo automatico. Da noi gran parte di questo traffico viene fermata da Security Intelligence e dal firewall di cPGuard.

Il log degli errori

È lo strumento più prezioso quando il sito non funziona. Qui il server annota gli errori incontrati, e spesso anche quelli di PHP. A differenza del log di accesso, le righe contengono un messaggio leggibile. Alcuni esempi tipici:

  • PHP Fatal error: Allowed memory size ... exhausted: uno script ha esaurito la memoria a disposizione.
  • PHP Fatal error: Uncaught Error: Call to undefined function: di solito un plugin o un tema non compatibile con la versione di PHP o con un altro componente.
  • PHP Parse error: syntax error: un errore di scrittura nel codice, tipico dopo una modifica manuale.
  • Messaggi che citano il file .htaccess: una regola non valida, che può far cadere tutto il sito con un errore 500.

Guarda sempre il percorso del file citato nel messaggio: se contiene /plugins/nome-plugin/ o /modules/nome-modulo/, sai già chi è il sospettato. Gli avvisi di tipo Warning, Notice o Deprecated, invece, segnalano codice migliorabile ma di norma non fermano il sito.

Un metodo in cinque passi

  1. Riproduci il problema e annota l’ora esatta.
  2. Apri il log degli errori del dominio e cerca le righe di quel minuto.
  3. Leggi il messaggio e il percorso del file: individua il componente coinvolto.
  4. Se nel log degli errori non c’è nulla, cerca la stessa ora nel log di accesso e guarda il codice di risposta della pagina.
  5. Intervieni su una cosa alla volta (aggiorna o disattiva il plugin, annulla l’ultima modifica) e riprova.

Privacy e conservazione

I log contengono gli indirizzi IP dei visitatori, che sono dati personali. Consultali per la gestione tecnica e la sicurezza del sito, non copiarli in giro e, se li scarichi, conservali solo per il tempo necessario.

Serve aiuto?

Se il log degli errori è vuoto ma il sito non funziona, o trovi un messaggio che non sai interpretare, apri un ticket dall’area clienti incollando le righe interessate e l’ora del problema. Per analisi più approfondite sui bot e sui motori di ricerca dai un’occhiata anche a SEO Log Intelligence.

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