Se di recente hai analizzato il tuo sito con PageSpeed Insights, potresti aver notato una voce nuova accanto a Prestazioni, Accessibilità, Best practices e SEO: la navigazione agentica (in inglese Agentic Browsing). Riguarda una domanda nuova: gli agenti di intelligenza artificiale, cioè i programmi che navigano il web e compiono azioni per conto delle persone, riescono a usare il tuo sito? Vediamo cosa controlla, quanto conta oggi e perché non serve preoccuparsi troppo.

Una categoria nuova e sperimentale

La categoria è stata introdotta in Lighthouse, il motore di PageSpeed, con le versioni 13.2 e 13.3 del 2026. Google la presenta come sperimentale: si basa su proposte di standard ancora in discussione, e i controlli possono cambiare da una versione all’altra. Per questo compare solo nei rapporti recenti: se guardi un’analisi fatta mesi fa, non la troverai.

Non è un voto da 0 a 100

A differenza delle altre categorie, la navigazione agentica non mostra un punteggio da 0 a 100. Indica quanti controlli sono superati su quelli applicabili, per esempio 3/3 o 1/3, più alcune voci informative.

Due cose importanti:

  • non incide sul punteggio di prestazioni: il numero di velocità resta calcolato come prima;
  • non è un fattore di posizionamento confermato: non ci sono indicazioni ufficiali che un buon risultato in questa categoria faccia salire il sito su Google.

Cosa controlla

Il file llms.txt

È un file di testo, proposto da poco, che si mette nella cartella principale del sito e descrive in modo semplice e ordinato i contenuti più importanti, pensato per essere letto dai modelli linguistici. Lighthouse verifica se esiste e se è raggiungibile correttamente. Ne parliamo in un articolo dedicato nel nostro blog.

Gli strumenti WebMCP

WebMCP è una proposta che permette a un sito di dichiarare in modo esplicito le azioni che un agente può compiere: cercare un prodotto, compilare un modulo, prenotare. Gli strumenti possono essere descritti direttamente nel codice HTML oppure registrati con JavaScript. Lighthouse controlla:

  • se il sito registra degli strumenti;
  • se le loro descrizioni (gli schemi) sono valide;
  • quanti moduli della pagina sono coperti da uno strumento.

Oggi pochissimi siti usano WebMCP, e il supporto nei browser è ancora sperimentale. È normale che queste voci risultino non applicabili o non superate.

La struttura della pagina

Una parte dei controlli di accessibilità è stata portata anche in questa categoria. Il motivo è semplice: un agente legge la pagina in modo simile a uno screen reader, attraverso titoli, nomi dei pulsanti, etichette dei campi. Se un pulsante è solo un’icona senza nome, una persona cieca e un agente artificiale hanno lo stesso problema: non sanno a cosa serve.

Cosa conviene fare oggi

Visto che la categoria è sperimentale, il consiglio è di non inseguire il risultato, ma di fare le cose che servono comunque:

  1. Cura l’accessibilità: etichette dei moduli, nomi di link e pulsanti, titoli in ordine. Aiuta persone, motori di ricerca e agenti.
  2. Valuta un file llms.txt se il tuo sito ha contenuti informativi o di documentazione: è semplice e non ha effetti negativi.
  3. Lascia WebMCP agli sviluppatori: ha senso per siti con funzioni complesse, come prenotazioni o negozi grandi, e solo quando lo standard sarà più stabile.

E il server?

Come per accessibilità e SEO, quasi tutto dipende dal sito. Dal lato hosting conta che il file llms.txt sia servito correttamente, come un normale file di testo. Sulla rete iWebLab Edge i file .txt non vengono tenuti in cache, così le modifiche sono visibili subito. Conta anche che gli agenti utili non vengano bloccati per errore: con iWebLab Cache Pro e Sentinella i bot utili vengono serviti dalla cache invece di essere bloccati.

Cosa sono gli agenti, in pratica

Fino a poco tempo fa, sul web c’erano due tipi di visitatori: le persone e i motori di ricerca. Oggi se ne aggiunge un terzo: gli assistenti di intelligenza artificiale che, su richiesta di una persona, aprono le pagine, leggono i contenuti e a volte compiono azioni. Per esempio confrontano prezzi, cercano un orario di apertura o compilano un modulo di contatto.

Per fare queste cose devono capire la pagina senza guardarla come farebbe una persona: leggono la struttura, i nomi dei pulsanti, le etichette dei campi. Più il sito è chiaro e ordinato, più è probabile che l’agente trovi l’informazione giusta e la riporti correttamente a chi l’ha chiesta.

Non è ancora chiaro quanto peserà questo tipo di traffico nei prossimi anni. Per questo la categoria è utile soprattutto come anticipazione: dice in che direzione si sta muovendo il web, non cosa devi fare con urgenza.

In sintesi

  • La navigazione agentica è una categoria nuova e sperimentale di Lighthouse, introdotta nel 2026.
  • Mostra un rapporto di controlli superati, non un punteggio da 0 a 100, e non incide sul punteggio di prestazioni.
  • Controlla llms.txt, gli strumenti WebMCP e la struttura accessibile della pagina.
  • Oggi conviene curare l’accessibilità e, se ha senso, aggiungere un llms.txt; WebMCP può aspettare.

Vuoi sapere se gli agenti di intelligenza artificiale riescono a leggere il tuo sito? Apri un ticket: ti aiutiamo a interpretare il rapporto.

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