Un sito WordPress lento perde visitatori, vendite e posizioni sui motori di ricerca. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, i guadagni più grandi arrivano da pochi interventi ben fatti: una cache di pagina, immagini leggere, un PHP aggiornato e, quando serve, una cache degli oggetti con Redis. In questa guida li vediamo uno per uno, partendo da quello che rende di più.

Prima di tutto: misura

Prima di cambiare qualcosa, annota come va il sito oggi. Uno strumento come PageSpeed Insights di Google ti dà un punteggio e, soprattutto, l’elenco dei problemi più pesanti. Fai più misurazioni, sia su mobile sia su desktop, e confronta sempre la stessa pagina prima e dopo ogni intervento: i punteggi oscillano da una prova all’altra, quindi una singola misura dice poco.

Guarda in particolare due cose:

  • il tempo di risposta del server: quanto ci mette la prima risposta ad arrivare. Se è alto, il lavoro va fatto lato cache e PHP;
  • il peso della pagina: immagini, script e fogli di stile. Se è alto, il lavoro va fatto su immagini e risorse.

1. La cache di pagina: il guadagno più grande

Ogni volta che qualcuno apre una pagina WordPress, PHP esegue il codice del tema e dei plugin e interroga il database. La cache di pagina salva il risultato finale e lo serve già pronto ai visitatori successivi: niente PHP, niente database. Per un blog o un sito vetrina è l’intervento con il miglior rapporto fra sforzo e risultato.

Sui nostri piani WordPress il web server è LiteSpeed e puoi usare iWebLab Cache, il nostro plugin di cache, disponibile in versione Free e in versione Pro (50 € l’anno). Una volta attivato, verifica che:

  • le pagine riservate (carrello, pagamento, area utente, bacheca) non finiscano in cache;
  • dopo una modifica a un articolo la pagina aggiornata compaia online;
  • non ci siano altri plugin di cache attivi in contemporanea: due cache sovrapposte creano solo problemi difficili da diagnosticare.

La rete iWebLab Edge

Un passo oltre la cache sul server è la rete iWebLab Edge: punti di presenza che servono le pagine dalla cache più vicino ai visitatori, alleggerendo il server d’origine. La rete Edge fornisce anche la protezione dagli attacchi DDoS a livello applicativo: trovi i dettagli nella pagina sulla protezione DDoS.

2. Immagini: il peso che non si vede

Nella maggior parte dei siti le immagini sono la parte più pesante della pagina. Gli errori tipici sono sempre gli stessi: foto caricate direttamente dalla fotocamera, immagini enormi ridimensionate solo dal browser, PNG usati per fotografie.

Cosa fare quando carichi le immagini

  • ridimensionale alla larghezza massima in cui verranno davvero mostrate;
  • usa il JPEG per le fotografie e il PNG solo per grafiche con trasparenze o testo;
  • fai attenzione all’immagine principale in cima alla pagina (quella che si vede per prima): è spesso lei a determinare il tempo di caricamento percepito.

Formati moderni senza fatica

Image Optimizer converte le immagini nei formati moderni WebP e AVIF, molto più leggeri a parità di qualità, senza che tu debba rifare il caricamento delle foto. È il modo più semplice per alleggerire un sito che ha già centinaia di immagini.

Caricamento differito

Le immagini che si trovano più in basso nella pagina possono essere caricate solo quando il visitatore ci arriva scorrendo (il cosiddetto lazy loading). WordPress lo applica già di base a molte immagini; non applicarlo però all’immagine principale in cima, altrimenti rallenti proprio quella che conta.

3. PHP aggiornato e OPcache

Dal pannello DirectAdmin puoi scegliere la versione di PHP del sito (dalla 5.6 alla 8.5). Le versioni recenti sono in genere più veloci e sono le uniche che ricevono correzioni di sicurezza. Prima di cambiare versione:

  1. controlla che tema e plugin siano compatibili (di solito lo dichiarano gli autori);
  2. fai il cambio in un momento di poco traffico;
  3. verifica subito le pagine principali, il pannello di WordPress e, se hai un negozio, il processo d’acquisto;
  4. se qualcosa non va, torna alla versione precedente e segnala il problema all’autore del plugin.

OPcache, che tiene in memoria il codice PHP già compilato, è già configurato da noi in base al CMS del piano: non devi fare nulla.

4. Redis: la cache degli oggetti

La cache di pagina non può aiutare dove le pagine sono diverse per ogni utente: la bacheca di WordPress, un’area riservata, il carrello di un negozio. Qui entra in gioco la cache degli oggetti: WordPress salva in memoria i risultati delle query più frequenti e li riusa invece di chiederli ogni volta al database.

Sul tuo hosting puoi attivare Redis direttamente dal pannello. Una volta attivo, Redis risponde su un socket locale con questo percorso:

/home/tuoutente/.redis/redis.sock

dove al posto di tuoutente va il nome utente del tuo account. A quel punto ti serve un plugin di object cache per WordPress compatibile con Redis: nelle sue impostazioni (o nel file wp-config.php, secondo le istruzioni del plugin) indichi la connessione tramite socket e il percorso sopra.

Quando Redis serve davvero

  • siti con molti utenti registrati o un’area riservata;
  • negozi WooCommerce, dove carrello e pagamento non possono stare nella cache di pagina;
  • bacheche di amministrazione lente con molti plugin.

Su un piccolo blog con pochi visitatori, invece, la differenza può essere minima: meglio partire da cache di pagina e immagini.

5. Meno plugin, meno script

Ogni plugin aggiunge codice da eseguire e spesso anche script e fogli di stile da caricare in ogni pagina. Ogni tanto fai pulizia:

  • disattiva e rimuovi i plugin che non usi più;
  • evita plugin diversi che fanno la stessa cosa;
  • diffida dei temi e dei costruttori di pagine che caricano decine di funzioni non utilizzate;
  • limita gli script di terze parti (chat, pixel pubblicitari, widget social): sono spesso i più lenti e non dipendono dal tuo server.

6. Il database

Con il tempo il database di WordPress accumula revisioni, dati temporanei scaduti e tabelle lasciate da plugin rimossi. Una pulizia periodica, fatta dopo un backup, aiuta. Se vuoi capire quali query pesano di più sul tuo sito, c’è Database Intelligence.

Un’analisi completa senza fatica

Se preferisci un quadro d’insieme, AIweblab Scan e Report analizza il sito e ti consegna un report scritto, una volta a settimana. È un buon punto di partenza per decidere da dove cominciare.

Riassumendo

Intervento Quando aiuta Strumento
Cache di pagina Sempre, soprattutto per i visitatori anonimi iWebLab Cache, rete iWebLab Edge
Immagini leggere Pagine pesanti, molte foto Image Optimizer (WebP/AVIF)
PHP recente Sempre Pannello DirectAdmin
Cache degli oggetti Utenti registrati, negozi, bacheca lenta Redis
Pulizia plugin e database Siti con qualche anno di vita WordPress, Database Intelligence

Se dopo questi passaggi il sito resta lento, apri un ticket dall’area clienti indicando l’indirizzo della pagina e cosa hai già provato: lo guardiamo insieme.

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