Le statistiche di visita classiche contano soprattutto le persone. Gli strumenti dei motori di ricerca mostrano solo quello che vede il motore. Ma il tuo sito riceve molto di più: Googlebot e Bingbot, i crawler degli assistenti di intelligenza artificiale, le anteprime dei social, strumenti SEO, scraper, scanner. SEO Log Intelligence legge i log del server e ti mostra tutto questo traffico, separato per tipo. In questa guida vediamo come attivarlo e come riconoscere chi visita il tuo sito.
Come funziona
Ogni richiesta che arriva al sito lascia una riga nei log del server. SEO Log Intelligence analizza i nuovi accessi ogni 15 minuti, li classifica (Google, Bing, bot AI, social, altri bot, persone) e presenta il risultato in un cruscotto nel pannello. Non aggiunge codice alle tue pagine e lavora in background: il sito non rallenta.
I dati sono tuoi: ogni utente vede solo quelli dei propri domini, e sono conservati nel tuo spazio hosting.
Attivarlo, passo per passo
- Chiedi l’attivazione. SEO Log Intelligence si abilita su richiesta: apri un ticket dall’area clienti indicando l’account. Se apri il plugin prima dell’abilitazione, vedrai una pagina di accesso negato: è normale.
- Apri il plugin. Dal pannello DirectAdmin (ci entri dall’area clienti, senza password separata) scegli la voce SEO Log Intelligence.
- Accendi il servizio. In alto a destra c’è l’interruttore del servizio. Quando è attivo leggi «Servizio Attivo»: da quel momento i dati vengono raccolti a ogni giro.
- Aspetta i primi dati. Il cruscotto si riempie con le visite successive all’attivazione. Per avere un quadro affidabile, lascia passare qualche giorno: i motori non visitano tutti i siti ogni ora.
- Scegli il dominio. Se l’account ha più siti, dal menu «Dominio» puoi vederli tutti insieme («Tutti i Domini») o uno per volta. Per le analisi SEO conviene sempre lavorare su un dominio alla volta.
Dallo stesso menu del servizio puoi anche disattivarlo conservando i dati, oppure disattivarlo e cancellare tutto (operazione irreversibile, che chiede conferma).
Il quadro generale: la scheda Overview
La scheda Overview è il punto di partenza. Mostra le richieste totali, la ripartizione fra bot e persone, i codici di risposta (200, 301, 404, 500…) e il numero di errori. Trovi anche l’efficienza della scansione, l’andamento delle scansioni degli ultimi 30 giorni e lo stato dei file speciali, come robots.txt: se un motore non lo legge da tempo, la spia te lo segnala.
C’è poi l’elenco degli indirizzi che fanno più richieste in questo momento. Un indirizzo molto attivo non è per forza un problema: Googlebot, per esempio, può fare centinaia di richieste in poco tempo. Guarda sempre chi dichiara di essere.
I motori di ricerca: schede Google e Bing
Google usa robot diversi per scopi diversi, e la scheda Google li separa: Googlebot Smartphone (il più importante, perché Google indicizza la versione mobile), Googlebot Desktop, Googlebot-Image, AdsBot per le pagine degli annunci e altri. Per ciascuno vedi quante richieste fa, quali pagine visita e quali risposte riceve, con l’elenco delle URL che danno errore.
La scheda Bing fa lo stesso per Bingbot e i robot Microsoft. Vale la pena guardarla: Bing alimenta anche altri servizi di ricerca e l’assistente di Microsoft.
Il segnale da tenere d’occhio è semplice: se il motore riceve molti errori 404 o 500, può ridurre la frequenza con cui visita il sito.
Gli assistenti di intelligenza artificiale: scheda AI
La scheda AI elenca i crawler degli assistenti e dei modelli di intelligenza artificiale: quelli che raccolgono testi per l’addestramento e quelli che leggono le pagine per rispondere in tempo reale a una domanda. Per ciascuno vedi frequenza, pagine visitate ed errori.
Che fare con questi bot è una scelta tua. Alcuni portano visibilità, perché citano il sito nelle risposte; altri a volte scansionano in massa. Se preferisci non contribuire all’addestramento, il plugin ti mostra le istruzioni robots.txt per i singoli bot. Ricorda però che bloccarli non cancella ciò che hanno già raccolto. Se invece il problema è il carico, ci sono due strade: Security Intelligence blocca i bot, mentre iWebLab Cache Pro con Sentinella non li blocca ma li serve dalla cache, così ti leggono senza pesare sul server.
Le anteprime dei social: scheda Social
Quando qualcuno condivide un link del tuo sito, la piattaforma manda un crawler a prendere titolo, descrizione e immagine dell’anteprima. La scheda Social mostra questi passaggi, i clic reali che arrivano dai social e le pagine più condivise. Se un crawler social riceve un errore, l’anteprima non si genera: controlla che la pagina risponda e che abbia i tag Open Graph (og:title, og:description, og:image).
Gli altri: scheda Bot Sconosciuti
Oltre ai bot noti, ogni sito riceve visite automatiche di altro tipo. La scheda Bot Sconosciuti le raggruppa per categoria e livello di rischio:
| Categoria | Di solito |
|---|---|
| Strumenti SEO | Legittimi: analizzano link e posizionamento. |
| Feed reader | Legittimi: aggregatori di contenuti. |
| Monitor prezzi | Da tenere d’occhio se hai un negozio: possono essere concorrenti. |
| Scraper | Copiano contenuti, a volte in modo aggressivo. |
| Security scanner | Cercano punti deboli. |
| Sconosciuti | Non identificabili: da valutare caso per caso. |
E le persone?
Il traffico umano è separato da quello automatico. Nella scheda Confronto vedi bot e persone a confronto: le pagine visitate solo dai bot (spesso pagine tecniche o vecchie), quelle visitate solo dalle persone (che i bot magari non trovano) e le differenze di errori. Lo stesso confronto c’è fra smartphone e desktop.
Un’avvertenza sui numeri
I dati vengono dai log e, come ricorda la guida integrata nella scheda Docs, possono non essere completi: alcune richieste possono non essere registrate, la classificazione dei bot può sbagliare e cache, CDN e proxy influenzano ciò che arriva al server. Se il sito è servito dalla cache della rete iWebLab Edge, una parte delle visite può essere risolta prima di arrivare al server. Usa i numeri per capire le tendenze e le proporzioni, non come un contatore al centesimo.
Il passo successivo
Sapere chi visita il sito è il primo passo. Nel prossimo articolo vediamo come usare questi dati per la SEO: crawl budget, errori, redirect, parametri e avvisi. Se hai dubbi su un bot o su un indirizzo molto attivo, apri un ticket: lo guardiamo con te.