Prima o poi tutti incolliamo l’indirizzo del nostro sito in PageSpeed Insights e restiamo a fissare un numero colorato. Rosso, arancione, verde. Ma cosa misura davvero quel punteggio? Perché cambia da un test all’altro? E soprattutto, cosa si può fare in pratica per migliorarlo? In questo articolo mettiamo in ordine i concetti e vediamo gli interventi che contano, compresi gli strumenti che hai a disposizione sul nostro hosting.
Due cose diverse: il punteggio e i Core Web Vitals
La pagina di PageSpeed Insights mostra due blocchi di informazioni che spesso vengono confusi:
- I dati reali degli utenti (dati «sul campo»): sono raccolti da Google dai browser di chi visita davvero il tuo sito, nell’arco delle ultime settimane. Qui compaiono i Core Web Vitals. Se il sito ha poche visite, questi dati possono mancare.
- Il punteggio di laboratorio: è il numero da 0 a 100, calcolato con un test simulato eseguito in quel momento, di solito su un telefono di fascia media con una connessione lenta.
Il punteggio è utile per capire dove intervenire, ma sono i dati reali a descrivere l’esperienza dei tuoi visitatori. Il punteggio di laboratorio, essendo una singola prova, può variare di qualche punto da un test all’altro: conviene ripetere il test più volte prima di trarre conclusioni.
I tre Core Web Vitals
Google riassume l’esperienza di caricamento in tre misure. Queste sono le soglie che Google indica come «buone»:
| Metrica | Cosa misura | Valore buono |
|---|---|---|
| LCP (Largest Contentful Paint) | Quanto tempo serve perché compaia l’elemento principale della pagina, di solito l’immagine grande o il titolo in alto | entro 2,5 secondi |
| INP (Interaction to Next Paint) | Quanto rapidamente la pagina reagisce quando tocchi un pulsante, apri un menu o scrivi in un campo | entro 200 millisecondi |
| CLS (Cumulative Layout Shift) | Quanto «salta» la pagina mentre si carica: testi che si spostano, pulsanti che scappano sotto il dito | entro 0,1 |
A queste si affiancano altre misure tecniche, come il tempo di risposta del server (TTFB), che non sono Core Web Vitals ma influenzano tutte le altre: se il server risponde tardi, anche l’elemento principale comparirà tardi.
Cosa rallenta davvero un sito
Dietro un punteggio basso ci sono quasi sempre le stesse cause:
- Immagini troppo pesanti: fotografie caricate così come escono dalla fotocamera, in formati non ottimizzati, molto più grandi di quanto vengano mostrate. È la causa più comune di un LCP alto.
- Troppo JavaScript: temi e page builder che caricano script per funzioni che la pagina non usa, più widget di chat, statistiche, pixel pubblicitari. Pesa soprattutto sull’INP.
- Pagine generate a ogni visita: senza cache, il server deve eseguire il CMS e interrogare il database per ogni richiesta.
- Elementi senza dimensioni: immagini, banner e caratteri che arrivano in ritardo e spostano il contenuto. È la causa tipica del CLS.
- Distanza: più il visitatore è lontano dal server, più ogni richiesta impiega a fare andata e ritorno.
Come migliorare, in ordine di impatto
1. Metti in cache le pagine
È l’intervento con il miglior rapporto fra sforzo e risultato. iWebLab Cache, disponibile come plugin per WordPress e modulo per PrestaShop, in versione Free e Pro (50 € all’anno), salva le pagine già pronte e le serve senza rigenerarle. Il tempo di risposta del server si accorcia e, a cascata, migliorano anche le altre metriche.
2. Avvicina il sito ai visitatori
La rete iWebLab Edge serve le pagine dalla cache dai suoi punti di presenza, più vicini a chi visita il sito. Meno strada da percorrere significa risposte più rapide, soprattutto per chi si collega da lontano o da rete mobile.
3. Alleggerisci le immagini
Con Image Optimizer le immagini vengono convertite nei formati moderni WebP e AVIF, molto più leggeri a parità di qualità visiva. Prima ancora, però, carica immagini della dimensione giusta: una foto da migliaia di pixel per un riquadro piccolo è peso sprecato.
4. Riduci il JavaScript
Fai un inventario di plugin e script: ogni widget in più ha un costo. Togli ciò che non usi e valuta se alcune funzioni possono essere caricate solo nelle pagine in cui servono.
5. Stabilizza il layout
Indica sempre larghezza e altezza di immagini e video, riserva lo spazio per banner e avvisi dei cookie, evita di inserire contenuti in alto dopo il caricamento. Sono correzioni piccole che spesso azzerano il CLS.
6. Velocizza il database
Per siti dinamici e negozi online puoi attivare Redis dal pannello: tiene in memoria i dati richiesti più spesso e alleggerisce il database. Con Database Intelligence puoi invece capire quali parti del database stanno lavorando di più.
7. Usa una versione recente di PHP
Dal pannello puoi scegliere la versione di PHP fra 5.6 e 8.5. Le versioni più recenti sono in genere più veloci; prima di cambiare, verifica che CMS, tema e plugin le supportino.
Errori da evitare
- Inseguire il 100 a ogni costo: un sito che funziona bene per i visitatori reali vale più di un punteggio perfetto ottenuto togliendo funzioni utili.
- Testare una sola volta: ripeti il test, e guarda soprattutto il risultato mobile.
- Installare tre plugin di ottimizzazione insieme: si pestano i piedi a vicenda e possono rompere il sito. Meglio uno solo, configurato bene.
- Dimenticare i dati reali: se dopo una modifica il punteggio di laboratorio sale, controlla nelle settimane seguenti che migliorino anche i Core Web Vitals.
Un aiuto per capire da dove partire
Se non sai quale problema affrontare per primo, AIweblab Scan e Report analizza il tuo sito e ti restituisce un report scritto dall’IA, che puoi richiedere una volta alla settimana. È un buon punto di partenza per decidere le priorità.
In sintesi
- Il punteggio di PageSpeed è un test simulato; i Core Web Vitals sono l’esperienza reale dei visitatori.
- LCP misura la comparsa del contenuto principale, INP la reattività, CLS la stabilità.
- Cache, rete Edge, immagini leggere e meno JavaScript risolvono la maggior parte dei problemi.
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