Nell’articolo precedente abbiamo visto cosa sono gli assistenti di intelligenza artificiale a riga di comando e quali cautele seguire. Qui passiamo alla pratica: sei situazioni reali in cui l’IA ti aiuta a capire e sistemare il tuo sito, con i comandi di partenza e le domande da fare all’assistente. Sono tutti comandi di sola lettura o modifiche piccole e controllate: l’idea è imparare a usare l’IA come guida, non lasciarla lavorare da sola.
Per seguire gli esempi ti serve l’accesso SSH: sul nostro hosting è sulla porta 7530, con una chiave SSH caricata dal pannello DirectAdmin. Ricordati sempre di avere un backup recente: con JetBackup lo controlli e lo ripristini dal pannello.
1. Capire un errore PHP dal log
Il sito mostra una pagina bianca o il messaggio «Si è verificato un errore critico». La causa è quasi sempre scritta in un file di log. Per vedere le ultime righe di un log puoi usare:
tail -n 30 percorso/del/file.log
Dove si trova il log dipende dal CMS e dalla configurazione: WordPress, ad esempio, può scrivere gli errori in wp-content/debug.log se il debug è attivo. Se non sai dove cercare, chiedi all’assistente: «Uso WordPress su hosting con DirectAdmin, dove posso trovare il log degli errori PHP?». Poi incolla le righe dell’errore (dopo aver tolto eventuali dati personali) e chiedi: «Spiegami questo errore e dimmi le cause più probabili».
Spesso la risposta indicherà un plugin o un tema preciso: è già un ottimo punto di partenza.
2. Trovare i file più grandi
Lo spazio dell’account si sta riempiendo e non sai perché. Due comandi utili:
du -sh */ | sort -h
find . -type f -size +100M
Il primo mostra quanto occupa ogni cartella, dalla più piccola alla più grande; il secondo elenca i file oltre i 100 MB a partire dalla cartella in cui ti trovi. Chiedi all’assistente di spiegarti il risultato: vecchi backup dimenticati, archivi zip, cartelle di cache e log enormi sono i colpevoli più comuni. Prima di cancellare qualsiasi cosa, chiedi «questo file è sicuro da eliminare?» e, nel dubbio, scaricalo sul tuo computer.
3. Controllare i permessi dei file
Permessi sbagliati possono bloccare un sito o renderlo vulnerabile. Per vedere i permessi dei file in una cartella:
ls -la
La prima colonna, con lettere come -rw-r--r--, indica chi può leggere, scrivere ed eseguire il file. Chiedi all’assistente: «Questi sono i permessi della cartella del mio sito WordPress: ci sono valori anomali?». Se ti propone di cambiare i permessi di tutte le cartelle insieme, fermati e chiedi perché: in genere basta correggere i pochi file sbagliati, e un comando applicato a tutto il sito può fare danni.
4. Preparare un reindirizzamento nel file .htaccess
Hai cambiato l’indirizzo di una pagina e vuoi che il vecchio link porti alla nuova. Puoi chiedere all’assistente: «Scrivimi una regola .htaccess che reindirizzi in modo permanente /vecchia-pagina/ a /nuova-pagina/». Otterrai qualcosa di simile:
Redirect 301 /vecchia-pagina/ https://www.tuodominio.it/nuova-pagina/
Prima di modificare il file .htaccess, fanne una copia:
cp .htaccess .htaccess.copia
Poi aggiungi la regola in cima o nel punto indicato, salva e prova il vecchio indirizzo. Se il sito dà errore, ripristina subito la copia. Attenzione: se il tuo sito è sotto la rete iWebLab Edge, un reindirizzamento vecchio può restare in memoria per un po’; se non vedi il cambiamento, svuota la cache dal plugin o chiedici con un ticket.
5. Una query di pulizia del database
Le query sul database sono potenti e, per lo stesso motivo, rischiose: una query sbagliata può cancellare dati in un istante. Qui la regola è una sola: prima il backup del database, poi la query. Con JetBackup puoi verificare di avere una copia recente del database; per maggiore sicurezza puoi anche esportarlo da phpMyAdmin.
Un uso sensato dell’IA è farsi spiegare una query prima di eseguirla, oppure farsene scrivere una di sola lettura per capire la situazione, ad esempio: «Scrivimi una query che conti le revisioni degli articoli nel database di WordPress, senza cancellare nulla». Solo dopo aver visto i numeri, e con il backup pronto, ha senso passare a una query di pulizia. Chiedi sempre all’assistente di indicarti cosa verrà cancellato e se esiste un modo più sicuro, ad esempio un plugin affidabile o una funzione del CMS.
6. Capire chi carica il sito dai log di accesso
Il sito è lento o hai ricevuto un avviso sulle risorse, e vuoi capire se dipende da visitatori veri o da bot. I log di accesso registrano ogni richiesta. Con un comando come questo puoi vedere le ultime righe:
tail -n 50 percorso/del/log/di/accesso
e con grep puoi cercare una parola, ad esempio il nome di un bot:
grep -c "bingbot" percorso/del/log/di/accesso
La posizione dei log dipende dalla configurazione: se non la trovi, chiedi all’assistente come cercarla oppure chiedila a noi. Poi incolla qualche riga e chiedi: «Queste richieste arrivano da persone o da bot? Quali pagine vengono chieste di più?». Ricorda che gli indirizzi IP dei visitatori sono dati personali: se puoi, sostituiscili con segnaposto prima di incollarli.
Se scopri che il problema sono i bot, non serve inventarsi regole complicate: Security Intelligence blocca già i bot malevoli e, con iWebLab Cache Pro e Sentinella, quelli utili vengono serviti dalla cache.
In sintesi
- L’IA è utilissima per leggere log, spiegare errori, trovare file pesanti e preparare piccole modifiche.
- Parti sempre da comandi di sola lettura come
ls,du,find,tailegrep. - Prima di toccare file o database fai una copia e verifica il backup con JetBackup.
- Togli dati personali e credenziali da tutto quello che incolli all’assistente.
Se un problema non si risolve o non sei sicuro del prossimo passo, apri un ticket: guardiamo direttamente i log del tuo sito.