Il database è la memoria del tuo sito: articoli, prodotti, ordini, clienti, impostazioni. Con il tempo si appesantisce senza che tu te ne accorga: revisioni accumulate, dati temporanei scaduti, tabelle lasciate da plugin disinstallati, spazio sprecato dalle righe cancellate. Il sito non si rompe, ma rallenta un po’ alla volta. Database Intelligence è lo strumento del pannello che ti dice come sta il database, cosa non va e quanto è grave. In questa guida vediamo come avviare un’analisi e come leggere il report, sezione per sezione.
Cosa fa, e cosa non fa
Database Intelligence esamina un database del tuo account e produce un report con un punteggio di salute, l’elenco dei problemi trovati e, dove serve, la correzione suggerita. Due cose da sapere prima di iniziare:
- non modifica nulla da solo: guarda, misura e consiglia. Sei tu a decidere se e quando applicare un suggerimento;
- riconosce il CMS che usa il database (WordPress, WooCommerce, PrestaShop, Magento, Joomla, Drupal) e aggiunge controlli specifici per quella piattaforma.
L’unica cosa che l’analisi scrive è un piccolo storico dei punteggi, che serve a confrontare l’analisi di oggi con quella precedente.
Avviare l’analisi, passo per passo
- Entra nel pannello. Accedi all’area clienti su
hosting.iweblab.ite apri il pannello DirectAdmin con l’accesso diretto: non serve una password separata. - Apri il plugin. Fra gli strumenti del pannello trovi la voce Database Intelligence.
- Scegli il database. La pagina elenca i database del tuo account. Se non sai quale usa il sito, lo trovi nel file di configurazione del CMS (per WordPress è
wp-config.php, alla voceDB_NAME). - Premi «Avvia Analisi». Parte l’analisi: vedrai passare le fasi (struttura delle tabelle, indici e ottimizzazioni, generazione del report). Può richiedere da pochi secondi a qualche minuto, a seconda delle dimensioni del database.
- Leggi il report. Quando è pronto, compare nella stessa pagina. In alto trovi i pulsanti per tornare alla Lista database, per Scaricare il report (un file HTML da conservare o girare al tuo sviluppatore) e per espandere o comprimere tutte le voci.
Se l’analisi impiega troppo o si interrompe, riprova dopo qualche minuto; se il problema si ripete, apri un ticket indicando il nome del database.
Il punteggio di salute
La prima cosa che vedi è il punteggio di salute, un numero accompagnato da un giudizio: Eccellente, Buono, Discreto, Scarso o Critico. Il punteggio parte dal massimo e scende per ogni problema trovato, di più per quelli gravi e di meno per i semplici suggerimenti.
Usalo come una spia, non come un voto assoluto: un database con un solo problema critico (per esempio una tabella danneggiata) merita attenzione subito anche se il numero non è bassissimo, mentre molti piccoli suggerimenti tecnici possono abbassare il punteggio senza che il sito ne soffra davvero.
Sotto il punteggio trovi il CMS riconosciuto, con la versione quando è possibile ricavarla e l’indicazione «+ E-commerce WooCommerce» se il negozio è presente.
Il confronto con l’analisi precedente
Dalla seconda analisi in poi, il report mostra il punteggio precedente, quello attuale e la variazione (Migliorato, Peggiorato, Stabile). Elenca anche le tabelle cresciute molto rispetto all’ultima volta, con le dimensioni prima e adesso.
È una delle informazioni più utili: una tabella che raddoppia in poche settimane è spesso il segno di un plugin che registra troppo (log, statistiche, sessioni) o di un’operazione automatica che non si ferma. Alla prima analisi vedrai invece un messaggio che ti avvisa che il confronto arriverà dalla volta successiva.
Le sezioni del report
Pulizia rapida
Qui finiscono i dati obsoleti facili da eliminare: cache scaduta di WordPress, vecchie revisioni degli articoli, contenuti nel cestino, commenti spam, dati rimasti senza articolo, sessioni scadute del negozio, registri di attività di PrestaShop, Magento, Joomla o Drupal, spazio sprecato nelle tabelle. Sono in genere le operazioni più sicure e quelle che liberano più spazio.
Miglioramenti tecnici
Riguardano la struttura interna: tabelle senza chiave primaria, tabelle nel vecchio formato MyISAM, codifiche dei caratteri miste, indici duplicati o superflui, colonne sovradimensionate, contatori automatici vicini al limite. Possono migliorare le prestazioni, ma richiedono competenze tecniche: è la sezione in cui conviene coinvolgere lo sviluppatore.
Informazioni sul database
Dati utili per capire com’è fatto il database, senza nessuna azione richiesta: le tabelle più grandi, quelle vuote (spesso residui di plugin disinstallati), le tabelle con nomi da copia o backup dimenticato, i vincoli fra tabelle, trigger e procedure presenti. Chiude la classifica delle tabelle per dimensione, con dati, indici, righe e spazio sprecato.
Le gravità, e come filtrarle
Ogni voce ha un’etichetta di gravità:
| Etichetta | Cosa significa |
|---|---|
| Critico | Un problema da affrontare presto: tabelle danneggiate, contatori quasi esauriti, accumuli molto grandi. |
| Attenzione | Qualcosa che pesa sulle prestazioni o sullo spazio e che conviene sistemare. |
| Suggerimento | Un miglioramento possibile, senza urgenza. |
| Informazione | Un dato da conoscere, nessuna azione richiesta. |
Con i filtri del report («Solo critici», «Solo attenzione», «Solo suggerimenti», «Solo info») puoi concentrarti su una gravità alla volta. Il consiglio è partire dai critici, poi passare alla pulizia rapida e solo dopo ai miglioramenti tecnici.
Le voci che incontrerai più spesso
- Dati caricati ad ogni pagina (WordPress): le impostazioni che WordPress legge a ogni visita. Se sono molto pesanti, ogni pagina parte più lenta. Spesso la causa è un plugin che salva molti dati in modo «autoload».
- Spazio sprecato nella tabella: lo spazio lasciato dalle righe cancellate. Funziona tutto, ma il database occupa più disco e legge più dati del necessario.
- Tabella con formato datato: le tabelle MyISAM non proteggono i dati in caso di crash; il formato moderno è InnoDB.
- Possibili caratteri corrotti: lettere accentate salvate male (per esempio «Ã©» al posto di «é»). La correzione è delicata: il report stesso consiglia di non tentarla da soli.
Ogni quanto ripetere l’analisi
Non c’è una regola fissa. Un buon ritmo è un’analisi al mese, più una dopo ogni intervento importante: un aggiornamento del CMS, l’installazione o la rimozione di un plugin, una pulizia del database. Così lo storico ti mostra l’effetto di quello che hai fatto. Se gestisci un negozio con molti ordini, puoi analizzare più spesso le tabelle che crescono di più.
E se il report non ti è chiaro
Scarica il report e giralo al tuo sviluppatore, oppure apri un ticket dall’area clienti allegandolo: possiamo spiegarti le voci e, su richiesta, applicare noi le correzioni. Nel prossimo articolo vediamo proprio come applicare in sicurezza le correzioni suggerite, partendo dal backup.