Il dominio è registrato da noi, ma il sito lo vuoi su un’altra piattaforma: un costruttore di siti, un servizio di e-commerce in abbonamento, un server gestito da un’agenzia. Si può fare senza spostare il dominio e, se vuoi, tenendo la posta dove si trova. Basta modificare i record DNS giusti. Vediamo le due strade possibili, i passaggi e le verifiche da fare.
Due strade: cambiare i record o cambiare i nameserver
Per far puntare un dominio a un sito ospitato altrove hai due possibilità, molto diverse nelle conseguenze:
| Modificare alcuni record | Cambiare i nameserver | |
|---|---|---|
| Cosa sposti | Solo il sito | L’intera zona DNS |
| Posta | Resta com’è | Va riconfigurata nella nuova zona |
| Chi gestisce i DNS dopo | Sempre noi | Il nuovo fornitore |
| Rischio di dimenticare qualcosa | Basso | Più alto: ogni record va ricreato |
| Quando conviene | Quasi sempre, se vuoi spostare solo il sito | Se il nuovo fornitore gestisce anche posta e altri servizi |
Nella maggior parte dei casi la prima strada è la più sicura: tocchi solo ciò che serve e tutto il resto continua a funzionare.
Strada 1: modificare i record del sito
La piattaforma su cui ospiti il sito ti indicherà quali record impostare. Di solito sono di questo tipo:
- Record A (ed eventualmente AAAA per IPv6) sul dominio principale, con l’indirizzo IP del server della piattaforma;
- Record CNAME su
www, che punta a un nome fornito dalla piattaforma.
Un esempio di come potrebbe apparire la zona, con valori da sostituire con quelli che ti danno:
tuodominio.it. A indirizzo-IP-della-piattaforma
www.tuodominio.it. CNAME nome-indicato.dalla-piattaforma.
tuodominio.it. MX (invariato: la posta resta dov'è)
Ricorda una regola dei DNS: sul dominio principale (senza www) non si può mettere un CNAME se ci sono altri record, come gli MX della posta. Per questo, sul dominio «nudo», le piattaforme indicano in genere un record A.
I passaggi in ordine
- Prepara il sito sulla nuova piattaforma e aggiungi lì il tuo dominio: quasi tutte lo chiedono prima di collegarlo.
- Annota i record attuali del sito, così potrai tornare indietro se serve.
- Abbassa il TTL dei record che cambierai, qualche ora prima, per rendere il passaggio più rapido.
- Modifica i record A e CNAME con i valori della piattaforma. La gestione DNS è compresa con ogni dominio registrato da noi: puoi farlo in autonomia o chiederci di farlo con un ticket.
- Lascia stare MX e TXT della posta, a meno che anche la posta cambi fornitore.
- Verifica il collegamento nella piattaforma: molte hanno un pulsante che controlla che i record siano corretti.
- Attendi il certificato SSL: quasi sempre è la piattaforma a emetterlo, dopo aver visto i record giusti.
Strada 2: cambiare i nameserver
Alcune piattaforme preferiscono gestire l’intera zona DNS e ti chiedono di impostare i loro nameserver. È una scelta legittima, ma comporta una responsabilità in più: dal momento del cambio, tutti i record del dominio vivono presso il nuovo fornitore.
Prima di cambiare i nameserver, quindi:
- esporta o copia tutti i record attuali: MX, SPF, DKIM, DMARC, eventuali sottodomini, verifiche di servizi esterni;
- ricreali nella nuova zona, controllando che siano identici;
- solo dopo cambia i nameserver;
- verifica posta e sottodomini nelle ore successive.
Se dimentichi gli MX, la posta smette di arrivare. È l’errore più comune in questo tipo di passaggio. Trovi più dettagli nell’articolo dedicato ai nameserver.
Il caso del dominio con la posta da noi
Una situazione frequente: il sito va su una piattaforma esterna, ma le caselle email restano sul nostro hosting o sul servizio di posta elettronica. Con la strada 1 non c’è nulla di speciale da fare: cambi solo i record del sito e la posta prosegue. Due attenzioni:
- SPF. Se la nuova piattaforma spedisce email a nome del tuo dominio (conferme d’ordine, notifiche dei moduli), va autorizzata nel record SPF esistente. Non creare un secondo record SPF: modifica quello che c’è.
- Webmail. Per leggere la posta dal browser usa
webmail.tuodominio.it: è indipendente dal record del sito, che ora punta altrove.
Cosa succede al vecchio sito
Se prima il sito era ospitato da noi, i file restano sul tuo spazio finché il piano è attivo: cambiare i DNS non cancella nulla. Ti conviene comunque:
- scaricare una copia del vecchio sito prima di dismettere il piano;
- controllare che non ci siano servizi legati al vecchio sito (sottodomini, script, moduli) ancora in uso;
- se il piano serve solo per la posta, valutare con noi la soluzione più adatta.
Le verifiche dopo il cambio
- Controlla dal terminale che il dominio risponda con i nuovi valori:
nslookup tuodominio.it nslookup www.tuodominio.it - Apri il sito sia con sia senza
www, e in HTTPS. - Manda e ricevi un’email di prova per assicurarti che la posta funzioni ancora.
- Se vedi ancora il vecchio sito, è probabilmente la cache DNS: ne parliamo nell’articolo sulla propagazione.
Gli errori più comuni
- Mettere un CNAME sul dominio principale insieme agli MX.
- Lasciare un vecchio record A accanto al nuovo, per cui il sito risponde a volte da una parte e a volte dall’altra.
- Dimenticare il
www, che resta puntato al vecchio server. - Cambiare i nameserver senza ricreare gli MX.
Ti aiutiamo noi
Se la piattaforma ti ha dato delle istruzioni e non sei sicuro di come applicarle, inoltracele con un ticket: impostiamo noi i record e ti diciamo quando è tutto a posto. E se un giorno vorrai riportare il sito da noi, trovi come funziona nella pagina Migrazione.