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letto da Isabella

Bot buoni e bot cattivi su una bilancia: distinguere chi è utile da chi è dannoso

Se guardi le statistiche di accesso di un sito, scopri presto che una parte importante delle visite non arriva da persone ma da programmi automatici: i bot. Alcuni sono indispensabili, come quelli dei motori di ricerca. Altri sono inutili o apertamente ostili. E in mezzo c’è una zona grigia sempre più affollata, quella dei bot dei servizi di intelligenza artificiale. La domanda che ci fanno più spesso è: li blocco o li lascio passare? La risposta giusta, spesso, è una terza via.

Che cos’è un bot

Un bot è un programma che visita le pagine web in automatico. Si presenta al sito con un nome (lo user agent) e scarica le pagine come farebbe un browser, ma senza una persona davanti. Il punto chiave è che ogni visita di un bot costa al sito esattamente quanto quella di un visitatore: il server deve generare la pagina, interrogare il database, inviare la risposta.

I bot buoni

Sono quelli che portano un beneficio al tuo sito:

  • i motori di ricerca, che leggono le tue pagine per mostrarle nei risultati: senza di loro il sito non viene trovato;
  • i servizi di anteprima dei social e delle app di messaggistica, che generano il riquadro con titolo e immagine quando qualcuno condivide un tuo link;
  • i servizi di monitoraggio che controllano che il sito sia raggiungibile;
  • gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale, che sempre più persone usano per cercare informazioni, prodotti e servizi.

Bloccare questi bot significa, in pratica, diventare meno visibili.

I bot cattivi

All’altro estremo ci sono bot che non portano nulla, o che fanno danni:

  • scanner di vulnerabilità che provano migliaia di indirizzi in cerca di una falla da sfruttare;
  • bot che tentano accessi alle pagine di login con password a caso;
  • bot di spam che compilano moduli di contatto e commenti;
  • scraper aggressivi che copiano contenuti o prezzi a raffica, senza alcun rispetto per le risorse del sito.

Questi vanno fermati, prima possibile e prima che arrivino al codice del sito.

Il problema: anche i bot buoni pesano

Un bot servito con la pagina già pronta dalla cache, senza far lavorare il server

La difficoltà sta nel mezzo. Un bot utile può diventare un problema quando visita troppe pagine in poco tempo. Succede spesso con i negozi online: filtri, ordinamenti e combinazioni di attributi generano un numero enorme di indirizzi diversi, e un bot che li percorre tutti può impegnare il server più di tutti i clienti reali messi insieme. Il risultato è un sito lento per le persone, proprio mentre stai «facendo un favore» ai motori di ricerca.

A quel punto la tentazione è bloccare. Ma bloccare un bot utile ha un prezzo: meno visibilità nei motori di ricerca, nessuna anteprima quando qualcuno condivide un link, nessuna presenza nelle risposte degli assistenti AI.

La terza via: servire i bot dalla cache

Il motivo per cui i bot pesano è che ogni loro visita fa lavorare il server per generare la pagina. Se invece la pagina è già pronta in cache, il costo crolla: la risposta parte subito, senza eseguire codice e senza interrogare il database.

È esattamente quello che fa iWebLab Cache Pro con Sentinella: invece di bloccare i bot utili, li serve dalla cache. Il bot riceve la sua pagina, il sito resta visibile, e il server resta libero per i visitatori veri.

La differenza fra i due approcci, in breve:

Bloccare il bot Servirlo dalla cache
Carico sul server Minimo Molto ridotto
Visibilità nei motori di ricerca e negli assistenti AI Persa o ridotta Mantenuta
Anteprime dei link condivisi Possono non funzionare Funzionano
Adatto a Bot ostili e inutili Bot utili ma insistenti

iWebLab Cache è disponibile come plugin per WordPress e come modulo per PrestaShop, nella versione Free e nella versione Pro a 50 € all’anno.

E i bot cattivi? Security Intelligence

Per i bot che non hanno motivo di visitare il tuo sito interviene Security Intelligence, il nostro sistema che blocca bot e attacchi. A questo livello si aggiunge il firewall applicativo di cPGuard, che filtra le richieste che cercano di sfruttare falle nel sito.

Il risultato è una divisione dei compiti chiara: chi porta valore viene servito in modo leggero, chi fa danni viene fermato.

Come capire se i bot ti stanno pesando

Un cruscotto che mostra quanto i bot pesano sul server

Qualche segnale che vale la pena osservare:

  • il sito è lento in momenti in cui non hai picchi di visitatori reali;
  • le statistiche mostrano molte visite a pagine di filtri, ricerche interne o combinazioni di parametri;
  • il consumo di risorse del tuo account cresce senza che crescano ordini o contatti.

Per leggere questi dati senza perderti nei log grezzi puoi usare SEO Log Intelligence, che ti aiuta a capire come i motori di ricerca visitano il tuo sito.

Cosa evitare

  • Bloccare in blocco «tutti i bot» con regole copiate da internet: rischi di escludere proprio i motori di ricerca.
  • Affidarti solo al file robots.txt: i bot corretti lo rispettano, quelli ostili lo ignorano.
  • Decidere a sensazione: prima guarda chi ti visita davvero e quanto pesa.

In sintesi

  • I bot buoni portano visibilità, quelli cattivi portano rischi e carico.
  • Anche i bot utili possono rallentare il sito se visitano molte pagine.
  • Con iWebLab Cache Pro e Sentinella i bot utili vengono serviti dalla cache invece di essere bloccati.
  • Security Intelligence e cPGuard fermano i bot ostili e gli attacchi.

Non sai se il tuo sito ha un problema di bot? Apri un ticket dall’area clienti: guardiamo insieme cosa succede e quale soluzione ha più senso.

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Oppure apri un ticket: ti risponde subito Jarvis e, se serve, un tecnico.

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