Redis è una di quelle funzioni che sul tuo hosting ci sono già, ma restano spente finché non le accendi tu. Attivarlo richiede un paio di minuti; la parte che conta davvero è capire cosa ottieni, dove trovi i dati per collegarlo al sito e quali scelte fare subito dopo. In questa guida vediamo tutto il percorso, dal pannello fino al primo collegamento.

Prima di iniziare: che cosa stai attivando

Redis è un archivio di dati che lavora interamente in memoria. Il tuo sito ci appoggia informazioni che altrimenti dovrebbe ricalcolare o chiedere al database a ogni visita: impostazioni, menu, risultati di ricerche frequenti, dati di prodotto. Leggere dalla memoria è molto più rapido che interrogare il database, e per questo le pagine che vanno costruite ogni volta (carrello, area riservata, pannello di amministrazione) diventano più pronte.

Sul nostro hosting Redis è per account: quando lo attivi parte un’istanza tutta tua, separata da quella degli altri clienti del server. Non è raggiungibile dalla rete: risponde solo su un socket, cioè un file speciale che sta dentro la tua home e che possono usare soltanto i processi del tuo account. Se vuoi un quadro generale prima di procedere, trovi tutto nella pagina dedicata a Redis.

Passo 1: entra nel pannello

Accedi all’area clienti e apri il pannello DirectAdmin del tuo servizio. Non ti serve una password separata: l’accesso dall’area clienti ti porta direttamente dentro il pannello del tuo account.

Passo 2: trova la sezione Redis

Nel pannello DirectAdmin Redis si trova tra le funzioni avanzate dell’utente. A seconda della lingua e del tema del pannello la voce può comparire in un gruppo chiamato Extra Features o Advanced Features, o nel suo equivalente in italiano. Se non la vedi subito, usa la casella di ricerca del pannello e scrivi «Redis».

Redis è attivo su tutti i nostri piani di hosting, quindi la voce c’è. Se il tuo account è stato creato da un rivenditore, invece, la sua presenza dipende dal pacchetto che il rivenditore ha impostato: se la voce non c’è, chiedi a lui.

Passo 3: attiva e prendi nota del socket

Nella pagina di Redis trovi il comando per attivarlo. Una volta attivo, il pannello ti mostra il percorso del file socket, che ha questa forma:

/home/tuoutente/.redis/redis.sock

Al posto di tuoutente c’è il nome utente del tuo account. Copia il percorso esatto così come te lo mostra il pannello: è l’unica informazione che ti serve per collegare qualunque applicazione. Non ci sono indirizzi IP, porte o password da ricordare, perché il collegamento avviene tramite questo file e i permessi del sistema impediscono agli altri di usarlo.

Nella cartella .redis della tua home, oltre al socket, Redis tiene i propri file di lavoro. Non modificarli e non cancellarli: se ti serve ripartire da zero, svuota la cache dall’applicazione che la usa, come vedremo più avanti.

Passo 4: verifica che PHP sia pronto

Perché il sito possa parlare con Redis serve l’estensione PHP dedicata, che sul nostro hosting è già installata nelle versioni di PHP attuali selezionabili dal pannello. Fa eccezione la vecchissima PHP 5.6, che comunque non dovresti più usare per un sito in produzione: se il tuo sito è ancora su quella versione, il passaggio a una versione recente è il primo intervento da fare, Redis o non Redis.

Cambiare versione di PHP non richiede di riconfigurare Redis: il socket resta lo stesso.

Passo 5: collega il sito

Attivare Redis non basta, da solo, a velocizzare nulla: è come accendere un frigorifero vuoto. Serve che l’applicazione sappia di poterlo usare. Il modo cambia a seconda del software:

  • WordPress: serve un plugin di object cache che installi il file di collegamento nella cartella wp-content. Il nostro plugin iWebLab Cache lo include e trova il socket da solo; in alternativa puoi usare un plugin di terzi indicandogli il percorso del socket.
  • PrestaShop: il nostro modulo iWebLab Cache rileva Redis automaticamente e lo usa per alcune sue funzioni; il sistema di cache interno di PrestaShop, invece, non prevede Redis.
  • Magento: Redis si configura per la cache e per le sessioni con i comandi di Magento, indicando il socket al posto di un indirizzo.

Per ognuno di questi casi trovi una guida dedicata in questa stessa serie.

Più siti sullo stesso account

L’istanza Redis è una per account, quindi se nel tuo spazio hai più siti la condividono tutti. Non è un problema, a patto che ogni sito usi un prefisso diverso per le proprie chiavi, così i dati non si mescolano e lo svuotamento della cache di un sito non cancella quella degli altri.

I nostri plugin se ne occupano da soli: ogni sito usa chiavi proprie e, quando svuota la cache, cancella solo quelle. Con plugin di altri produttori controlla nelle impostazioni che il prefisso sia diverso per ogni sito; se il plugin lo permette, puoi anche assegnare a ogni sito un numero di database Redis diverso.

Quanta memoria usa

Redis è compreso nel piano e la memoria che occupa rientra nelle risorse del tuo account. Per tenerla sotto controllo la regola è una sola: i dati in cache devono avere una scadenza. I plugin ben fatti la impostano già; nel nostro plugin per WordPress puoi anche regolare la scadenza predefinita per i dati che non ne indicano una propria.

Ricorda anche che Redis, per come lo usano i CMS, è una cache: tutto quello che contiene deve poter sparire senza danni, perché il sito lo ricostruisce dal database alla prima richiesta. Non usarlo come unico posto in cui conservare dati importanti.

Disattivare Redis

Se un giorno decidi di spegnerlo, fallo nell’ordine giusto: prima scollega il sito (disattiva l’object cache nel plugin o rimuovi la configurazione dall’applicazione), poi disattiva Redis dal pannello. Al contrario, il sito per qualche momento cercherebbe un socket che non c’è più: i plugin più curati se ne accorgono e proseguono senza cache, altri potrebbero mostrare errori.

  1. Apri DirectAdmin dall’area clienti.
  2. Cerca la sezione Redis tra le funzioni avanzate.
  3. Attivalo e copia il percorso del socket.
  4. Controlla che il sito usi una versione di PHP attuale.
  5. Collega l’applicazione con un plugin o con la sua configurazione.
  6. Se hai più siti, verifica che ognuno abbia il suo prefisso.

Non sei sicuro che al tuo sito serva? Apri un ticket: guardiamo come lavora e ti diciamo se Redis può aiutare o se la lentezza ha un’altra causa.

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