Quando crei o modifichi un annuncio, Google non si fida sulla parola: manda un suo programma a visitare la pagina di destinazione per verificare che funzioni, che sia raggiungibile e che rispetti le regole pubblicitarie. Questo controllore si chiama AdsBot. Se non riesce a vedere la pagina, l’annuncio può essere rifiutato o sospeso. Vediamo come funziona e come evitare che un blocco involontario fermi le tue campagne.

Che cosa fa AdsBot

AdsBot visita le pagine di destinazione degli annunci, sia da computer sia da telefono, per:

  • verificare che la pagina esista e risponda correttamente;
  • controllare che rispetti le norme pubblicitarie di Google;
  • valutare l’esperienza sulla pagina, che entra nel punteggio di qualità.

Le visite sono poche e regolari: non è un bot che appesantisce il sito, ed è nel tuo interesse lasciarlo passare.

AdsBot e robots.txt

Il file robots.txt dice ai crawler cosa possono visitare. AdsBot ha una particolarità: secondo la documentazione di Google ignora le regole rivolte a tutti i crawler, cioè quelle sotto User-agent: *. Per escluderlo bisogna citarlo per nome.

Questo è utile: puoi bloccare i filtri a faccette per tutti i motori senza impedire ad AdsBot di verificare le pagine degli annunci. Ma vale anche il contrario: se nel tuo robots.txt c’è una regola che nomina esplicitamente AdsBot, toglila, a meno che tu non sappia esattamente perché c’è.

# Da NON fare, se usi Google Ads
User-agent: AdsBot-Google
Disallow: /

Quando un annuncio viene rifiutato

Se Google segnala la pagina come «destinazione non funzionante», «non raggiungibile» o simili, le cause più comuni sono:

  1. Protezioni troppo strette. Plugin di sicurezza, firewall applicativi o regole personalizzate nel .htaccess che bloccano i visitatori automatici senza distinguere quelli legittimi.
  2. Pagine visibili solo da alcuni paesi. Un blocco geografico può impedire l’accesso al controllore, che non visita sempre dall’Italia.
  3. Reindirizzamenti. Catene di reindirizzamenti, reindirizzamenti verso un altro dominio rispetto a quello dell’annuncio, o pagine che cambiano indirizzo a seconda del dispositivo.
  4. Pagina rimossa o cambiata. Un prodotto eliminato, una categoria rinominata, un indirizzo con parametri che non esistono più.
  5. Sito in manutenzione o errori del server nel momento del controllo.
  6. Pagine dietro accesso. Contenuti visibili solo dopo il login non possono essere verificati.

E Security Intelligence?

Security Intelligence blocca bot malevoli e tentativi di attacco, ma non blocca i bot di Google verificati: controlla che chi si presenta come Google provenga davvero dalla rete di Google, e non basta un nome nello user agent per ingannarlo. Le nostre regole tengono conto anche dei verificatori di Google Ads, proprio per evitare che un controllo generico fermi una campagna.

Se hai aggiunto protezioni tue, come plugin di sicurezza o blocchi per paese, sono quelle le prime da controllare.

Come verificare

  • Apri la pagina di destinazione da una finestra di navigazione in incognito, da telefono e da computer.
  • In Google Ads, nel dettaglio dell’annuncio rifiutato, leggi il motivo esatto indicato.
  • Con SEO Log Intelligence puoi vedere le visite dei bot di Google e le risposte che hanno ricevuto.
  • Nel dubbio apri un ticket indicando l’indirizzo della pagina e l’orario del rifiuto: controlliamo nei registri del server cosa ha ricevuto il controllore.

Da computer e da telefono

Il controllore visita le pagine sia come un computer sia come un telefono. Se il sito mostra versioni diverse ai due dispositivi, per esempio una versione mobile separata o un reindirizzamento verso un sottodominio per i telefoni, entrambe devono funzionare ed essere raggiungibili. Un errore solo sulla versione mobile basta a far segnalare la pagina, anche se da computer tutto sembra a posto.

Un caso tipico

Un negozio aggiunge un plugin di sicurezza che, per ridurre lo spam, blocca tutti i visitatori che non provengono dall’Italia. Qualche giorno dopo diversi annunci risultano rifiutati per destinazione non raggiungibile: il controllore di Google, che non visita sempre dall’Italia, trova la porta chiusa. Basta escludere dal blocco i controllori di Google, o limitare il blocco geografico alle sole pagine che ne hanno davvero bisogno, come il login, e chiedere a Google una nuova verifica dell’annuncio.

È un esempio di come una protezione aggiunta con le migliori intenzioni possa costare cara se non tiene conto dei visitatori automatici legittimi. Per questo, prima di attivare blocchi per paese o regole aggressive, conviene chiedersi chi altro potrebbe restare fuori.

Dopo aver corretto il problema, in Google Ads puoi chiedere una nuova revisione dell’annuncio: il controllore torna a visitare la pagina e, se la trova raggiungibile, l’annuncio riprende a essere pubblicato. Non serve ricreare la campagna da capo.

In sintesi

  • AdsBot è il controllore di Google che verifica le pagine degli annunci: va lasciato passare.
  • Ignora le regole robots.txt per tutti i crawler e va citato per nome per essere escluso.
  • I rifiuti nascono spesso da protezioni troppo strette, blocchi per paese, reindirizzamenti o pagine cambiate.
  • Security Intelligence non blocca i bot Google verificati; nel dubbio, indicaci URL e orario.

Un annuncio è stato rifiutato per la pagina di destinazione? Apri un ticket con l’indirizzo e l’orario del rifiuto.

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