Prima o poi capita a tutti: un servizio che usi smette di funzionare sul tuo sito, oppure un collaboratore ti dice che non riesce a vedere una pagina. Andando a guardare, scopri che la richiesta è stata respinta da Security Intelligence, il sistema che protegge il sito da bot malevoli e attacchi. La tentazione è spegnere tutto e non pensarci più. È proprio la cosa da non fare. In questo articolo vediamo come usare un assistente di intelligenza artificiale per capire un blocco e sbloccare solo quello che serve, con le dovute cautele.

Cosa blocca Security Intelligence

Security Intelligence lavora su più fronti. In breve:

  • bot malevoli: programmi automatici che copiano contenuti, cercano falle o tentano accessi; li trovi nella scheda Bot, sezione Bad Bots;
  • browser obsoleti: versioni così vecchie che oggi le usano quasi solo programmi che fingono di essere un browser;
  • indirizzi IP: quelli che hanno mostrato comportamenti ostili, gestibili dall’IP Manager.

Ogni richiesta respinta finisce nel registro dei blocchi, dove vedi quando è successo, quale pagina è stata chiesta, chi si è presentato (lo user agent) e per quale regola è stata fermata. È da lì che si parte.

Il ruolo dell’IA: aiutarti a leggere, non decidere al posto tuo

Una riga del registro può sembrare incomprensibile: sigle, numeri, nomi di programmi. Un assistente IA è bravo a tradurla in parole semplici. Puoi copiare la riga, togliere i dati che non servono (lo vediamo tra poco) e chiedere, ad esempio:

Questa è una riga del registro dei blocchi del firewall del mio sito.
Lo user agent è: [incolla qui lo user agent]
La pagina richiesta è: [incolla qui l'indirizzo]
La regola che l'ha bloccata è: [incolla qui il nome della regola]
Mi spieghi di che programma si tratta, a cosa serve e se secondo te
è un servizio legittimo o un tentativo di attacco?

L’assistente ti dirà, ad esempio, che si tratta del bot che crea le anteprime dei link su un social network, di un servizio di monitoraggio, del programma di un fornitore con cui lavori, oppure di uno scanner che cerca pannelli di amministrazione vulnerabili. È un’ottima base per decidere, ma la decisione resta tua: l’IA non conosce il tuo sito e può sbagliare.

Le domande da farti prima di sbloccare

Mi serve davvero?

Se il blocco riguarda un servizio che usi o che ti porta visitatori, come le anteprime social o un sistema di monitoraggio, ha senso sbloccarlo. Se riguarda un programma che non conosci e che non ti serve, lascialo bloccato: è il motivo per cui la protezione esiste.

È davvero chi dice di essere?

Lo user agent è un’etichetta che chiunque può scrivere come vuole. Un programma malevolo può presentarsi come «Googlebot» o come il bot di un social network senza esserlo. Per i motori di ricerca più importanti, Google e Bing, Security Intelligence non si fida del nome: verifica che la richiesta arrivi davvero dalla rete di quei fornitori. Per gli altri servizi, chiedi all’assistente come verificare l’identità di quel bot: molti fornitori pubblicano gli indirizzi da cui partono le loro richieste.

Posso sbloccare solo questa voce?

È la regola d’oro. Sblocca la singola voce che ti interessa, dalla sezione corrispondente del pannello: un bot nella sezione Bad Bots, un indirizzo nell’IP Manager. Non disattivare un’intera categoria di protezione e, soprattutto, non spegnere Security Intelligence: per far passare un servizio lasceresti entrare anche tutti gli altri.

Un esempio: le anteprime di LinkedIn

Un caso classico riguardava LinkedIn. Il suo bot, quando qualcuno condivide un tuo link, si presenta con un nome che contiene anche «Apache-HttpClient», il nome di una libreria di programmazione molto usata da scraper e scanner, e per questo bloccata di default. Il risultato erano anteprime senza immagine e senza titolo.

Oggi Security Intelligence riconosce LinkedInBot e lo lascia passare anche quando il blocco di Apache-HttpClient è attivo, quindi non devi fare nulla. Ma il ragionamento resta un buon modello: invece di sbloccare tutta la libreria, che aprirebbe la porta a molti programmi indesiderati, si fa passare solo il servizio legittimo.

Attenzione ai dati personali

Il registro dei blocchi contiene gli indirizzi IP di chi ha visitato il sito, e gli indirizzi IP sono dati personali. Prima di incollare una riga in un assistente IA:

  • togli l’indirizzo IP, oppure sostituiscilo con un segnaposto come IP_VISITATORE;
  • incolla solo le informazioni che servono a capire il blocco: user agent, pagina, regola;
  • non incollare interi registri con centinaia di righe di visitatori.

Se per capire il problema serve proprio l’indirizzo, ad esempio per sapere a quale fornitore appartiene, chiediti se puoi verificarlo in altro modo, oppure chiedilo a noi con un ticket.

Dopo lo sblocco, ricontrolla

Sbloccare non è la fine del lavoro:

  1. verifica che il servizio funzioni: ad esempio, rigenera l’anteprima con lo strumento del social network o controlla che il monitoraggio torni verde;
  2. ricontrolla il registro nei giorni successivi: se da quella voce sbloccata arrivano richieste strane o in quantità anomale, torna sui tuoi passi;
  3. annota cosa hai fatto e perché: tra qualche mese ti servirà ricordare per quale motivo quella voce è sbloccata.

Nel dubbio, chiedi a noi

Se l’assistente IA ti dà una risposta incerta, se le informazioni non tornano o se il blocco riguarda qualcosa di importante per il sito, non andare a tentativi. Apri un ticket: vediamo il registro, verifichiamo l’origine delle richieste e ti diciamo se e come sbloccare in sicurezza. Prima di sbloccare, a volte esiste anche una strada migliore: con iWebLab Cache Pro e Sentinella, ad esempio, i bot utili vengono serviti dalla cache senza pesare sul server.

In sintesi

  • Parti dal registro dei blocchi di Security Intelligence e usa l’IA per capire di che programma si tratta.
  • Sblocca solo la singola voce che ti serve, mai un’intera protezione e mai tutto Security Intelligence.
  • Ricorda che uno user agent si può falsificare: verifica che il bot sia davvero chi dice.
  • Togli gli IP dei visitatori prima di incollare qualcosa all’assistente e ricontrolla dopo lo sblocco.

Hai un blocco che non sai interpretare? Apri un ticket e lo guardiamo insieme.

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