Hai attivato Redis e collegato il sito, ma non sei sicuro che stia lavorando davvero? Oppure qualcosa non torna: una modifica che non si vede, un avviso nel plugin, un sito che mostra dati strani. In questa guida trovi i controlli da fare, dal più semplice al più tecnico, e le soluzioni ai problemi che incontriamo più spesso.

Livello 1: il pannello

Il primo controllo è il più ovvio, ma risolve molti casi: apri la sezione Redis del pannello DirectAdmin e verifica che risulti attivo. Lì trovi anche il percorso del socket, nella forma /home/tuoutente/.redis/redis.sock. Confrontalo carattere per carattere con quello indicato nella configurazione del sito: un nome utente sbagliato o una barra in meno bastano a impedire il collegamento.

Livello 2: il plugin o il modulo

Ogni plugin di object cache serio ha una pagina di stato. È lì che devi guardare per prima cosa.

  • iWebLab Cache per WordPress: nelle impostazioni avanzate, sezione Object Cache (Redis). Lo stato può essere «connesso», «drop-in presente, redis non risponde», «Redis non disponibile» oppure «non installato». Sotto vedi il socket rilevato e le estensioni PHP presenti.
  • iWebLab Cache per PrestaShop: nella scheda delle impostazioni avanzate trovi lo stato della connessione a Redis.
  • Plugin di terzi: cerca una pagina di stato o di diagnostica; quasi tutti indicano se la connessione è attiva e quanti dati sono in cache.

Livello 3: la riga di comando

Se usi l’accesso SSH (da noi è sulla porta 7530), puoi interrogare Redis direttamente con redis-cli, indicando il tuo socket:

redis-cli -s /home/tuoutente/.redis/redis.sock ping

Se risponde PONG, Redis è vivo e raggiungibile. Altri comandi utili, tutti in sola lettura:

redis-cli -s /home/tuoutente/.redis/redis.sock info keyspace
redis-cli -s /home/tuoutente/.redis/redis.sock info memory
redis-cli -s /home/tuoutente/.redis/redis.sock dbsize

Il primo mostra quali database contengono dati e quante chiavi ha ciascuno; il secondo quanta memoria sta usando Redis; il terzo il numero di chiavi del database 0. Se dopo qualche visita al sito il numero di chiavi resta a zero, il sito non sta scrivendo in Redis.

Su WordPress, con WP-CLI, il comando wp cache type ti dice quale object cache è in uso.

Evita invece di lanciare comandi che svuotano tutto, come FLUSHALL o FLUSHDB: cancellano i dati di tutti i siti dell’account che usano quel database, comprese eventuali sessioni. Per svuotare la cache usa sempre il pulsante del plugin o il comando dell’applicazione.

I problemi più comuni

«Socket non trovato» o «Redis non disponibile»

Le cause tipiche sono tre:

  • Redis non è stato attivato dal pannello, o è stato disattivato;
  • il percorso del socket nella configurazione è sbagliato, per esempio dopo aver copiato un sito da un altro account o da un altro hosting;
  • il sito usa una versione di PHP in cui l’estensione Redis non c’è, come la vecchia PHP 5.6. Scegli una versione attuale dal pannello.

Il plugin dice che il file c’è ma Redis non risponde

Il collegamento è configurato, ma dall’altra parte non risponde nessuno. Controlla nel pannello che Redis sia attivo; se lo è e il problema persiste, apri un ticket. Con il nostro plugin il sito continua a funzionare anche in questa situazione, solo senza object cache; altri plugin possono comportarsi in modo diverso e mostrare errori.

Una modifica non compare sul sito

Quasi sempre il dato è stato cambiato fuori dal CMS: una modifica diretta al database con phpMyAdmin, uno script, un gestionale che scrive nelle tabelle, il ripristino di un backup del database. Il sito continua a leggere la copia vecchia in memoria. Svuota l’object cache dal plugin e la modifica compare.

Se la modifica è stata fatta dal pannello del CMS e ancora non si vede, il colpevole probabilmente non è Redis ma la cache delle pagine o quella del browser: prova in una finestra anonima e svuota la cache delle pagine.

Un sito mostra dati di un altro sito

È il segnale classico di due installazioni sullo stesso account che usano lo stesso prefisso per le chiavi. Succede spesso dopo aver clonato un sito per farne una copia di prova: la copia eredita la configurazione dell’originale. Assegna un prefisso diverso a ogni installazione, oppure un numero di database diverso, poi svuota la cache di entrambe. I nostri plugin calcolano il prefisso dal percorso del sito, quindi non hanno questo problema.

Svuotando la cache di un sito si svuota anche quella degli altri

Alcuni plugin, quando li usi per svuotare la cache, cancellano l’intero database Redis invece delle sole chiavi del sito. Se hai più siti sullo stesso account, verifica come si comporta il plugin che usi. I nostri cancellano solo le proprie chiavi.

Errori o comportamenti strani dopo aver installato un secondo plugin

Su WordPress il file di object cache, wp-content/object-cache.php, è uno solo. Se due plugin cercano di gestirlo, vince l’ultimo che l’ha scritto e l’altro mostra stati incoerenti. Tieni l’object cache attiva in un solo plugin e spegnila negli altri, compresi i plugin di ottimizzazione che la offrono come opzione.

La memoria usata cresce sempre

Se info memory mostra un consumo in continua crescita, è probabile che molte chiavi non abbiano una scadenza. Controlla le impostazioni del plugin: nel nostro puoi indicare una scadenza predefinita per i dati che non ne hanno una propria. La memoria di Redis rientra nelle risorse del tuo piano, quindi conviene tenerla in ordine.

Il sito non è più veloce di prima

Redis accelera le pagine che il server costruisce, soprattutto quelle per utenti collegati, carrello e pannello di amministrazione. Se il sito era lento per immagini pesanti, un plugin difettoso o chiamate a servizi esterni, Redis non cambia molto. E per le pagine già servite dalla cache delle pagine la differenza è minima, perché lì il server quasi non lavora.

Prima di aprire un ticket

Se non ne vieni a capo, scrivici dall’area clienti. Ci aiuti a fare prima se indichi:

  • il dominio del sito e il CMS che usi;
  • il plugin o il modulo di cache collegato a Redis;
  • lo stato mostrato dal plugin, con una schermata se possibile;
  • cosa è cambiato di recente: aggiornamenti, nuovi plugin, cambi di versione di PHP, copie del sito.

Per saperne di più su come funziona Redis sul nostro hosting, trovi tutto nella pagina dedicata a Redis.

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