Nell’articolo precedente abbiamo visto come SEO Log Intelligence separa motori di ricerca, bot di intelligenza artificiale e persone. Ora passiamo alla parte pratica: come usare questi dati per migliorare la SEO tecnica del sito. Vedremo il crawl budget, gli errori, i redirect, le URL con parametri e gli avvisi, con una piccola routine da seguire ogni settimana.

Il concetto chiave: il crawl budget

Google dedica a ogni sito un tempo limitato. Se lo spende su pagine che non esistono, su catene di redirect o su mille varianti della stessa pagina (filtri, ordinamenti, tracciamenti), le pagine importanti vengono visitate e aggiornate meno spesso. I log del server sono l’unico posto in cui vedi davvero come viene speso quel tempo, richiesta per richiesta.

Una routine settimanale in sei passi

  1. Scegli il dominio. Dal menu «Dominio» in alto seleziona il sito che vuoi analizzare: i numeri di più siti insieme confondono.
  2. Guarda la scheda Crawl. È il cuore dell’analisi SEO: riepilogo, problemi rilevati con le azioni suggerite e il dettaglio di dove si perde budget.
  3. Controlla Google e Bing. Nelle rispettive schede, apri l’elenco delle URL con errori per ciascun robot.
  4. Passa alla scheda Query. Scopri quali parametri nelle URL attirano più visite automatiche.
  5. Dai un’occhiata a Performance. Andamento delle visite giorno per giorno e ora per ora, e peso delle pagine.
  6. Chiudi con gli Alert. Verifica le anomalie degli ultimi giorni e regola gli avvisi se ricevi troppe o troppo poche segnalazioni.

La scheda Crawl: dove si spreca la scansione

La scheda Crawl mostra come il budget si distribuisce e dove va sprecato. Le voci da guardare:

  • Errori: le URL che rispondono con un errore, con l’elenco completo e quante volte sono state richieste. Una pagina 404 molto visitata dai motori è di solito un link interno rotto o una vecchia pagina ancora citata da qualche parte.
  • Redirect: i redirect consumano visite. Se i tuoi link interni puntano a indirizzi che poi rimandano altrove, aggiornali perché puntino direttamente alla destinazione. Il plugin evidenzia anche i redirect vecchi ancora richiesti dai motori.
  • Soft 404: pagine che rispondono «tutto bene» (200) ma sono quasi vuote. Google le tratta come errori. Controllale una per una: spesso sono pagine di ricerca senza risultati o categorie vuote.
  • URL parametriche: le varianti con parametri che consumano scansione senza portare valore.
  • URL non scansionate: pagine che i motori non visitano da tempo. Possono essere poco collegate dal resto del sito, bloccate da robots.txt o considerate di poco valore.

File come robots.txt, le sitemap e i feed sono esclusi dal calcolo dello spreco: sono metadati, non contenuti.

Cosa fare con quello che trovi

Cosa vedi Cosa fare
Pagine 404 richieste spesso Se la pagina esiste ancora con un altro indirizzo, crea un redirect 301; se il link è sbagliato, correggilo nel sito.
Catene di redirect Aggiorna i link interni perché puntino all’indirizzo finale.
Errori 500 visti dai motori Controlla i log degli errori del sito o apri un ticket: un errore che vede Googlebot lo vedono anche i visitatori.
Filtri e ordinamenti scansionati in massa Usa il tag canonical verso la pagina principale e valuta di escludere da robots.txt le combinazioni di poco valore.
Parametri di tracciamento (utm…) Assicurati che le pagine abbiano un canonical senza parametri.
Pagine importanti poco visitate Rafforza i link interni e verifica che siano nella sitemap.

Un consiglio: prima di bloccare qualcosa in robots.txt, fai una prova su poche regole e controlla l’effetto nelle settimane successive. Un blocco troppo largo può nascondere ai motori pagine che vuoi posizionare.

La scheda Query: i parametri nelle URL

Qui trovi i parametri più frequenti (tutto ciò che viene dopo il ? negli indirizzi), quanta scansione consumano e i referer principali, sia dei bot sia delle persone. Per un negozio online è spesso la scheda più istruttiva: filtri per colore, taglia, prezzo e ordinamento possono moltiplicare le pagine all’infinito. Impaginazione e ordinamenti vanno gestiti con il canonical; gli identificativi di sessione nelle URL vanno evitati.

Performance: andamenti e peso delle pagine

La scheda Performance mostra l’andamento giornaliero e orario e il confronto fra periodi. Come leggerla:

  • un picco improvviso può essere una campagna riuscita, un bot aggressivo o Google che rilegge il sito dopo una modifica;
  • un calo improvviso delle visite dei motori merita un controllo: errori, robots.txt cambiato, pagine che non rispondono;
  • il peso delle pagine: pagine molto pesanti rallentano e consumano budget; pagine molto leggere con risposta 200 possono essere soft 404.

Confronto smartphone e desktop

Google indicizza la versione mobile. Nella scheda Confronto controlla che Googlebot Smartphone non riceva più errori di Googlebot Desktop: se succede, la versione mobile del sito ha un problema che pesa sul posizionamento.

Gli Alert: farsi avvisare

Non devi aprire il cruscotto ogni giorno. Nella scheda Alert configuri gli avvisi sulle anomalie, per esempio un aumento improvviso di errori 404, un tasso di errori alto, l’assenza di Googlebot o un calo dell’efficienza della scansione. Per configurarli:

  1. aggiungi gli indirizzi email a cui inviare le notifiche e premi «Invia Email di Test» per verificare che arrivino;
  2. scegli lo stato di ogni avviso: «Off», «Attivo» (lo vedi nel pannello) oppure «+ Email» (lo ricevi anche per posta);
  3. regola la soglia se un avviso scatta troppo spesso o troppo di rado per il tuo sito;
  4. premi «Salva Configurazione».

Lo Storico Alert mostra le anomalie degli ultimi 30 giorni. Gli avvisi sono informativi: non tutti richiedono un intervento, valuta caso per caso.

Esportare i dati

Molti elenchi (pagine pesanti, errori per Google, Bing e bot AI, URL per singolo robot) si possono scaricare in CSV, da aprire con un foglio di calcolo o girare a chi cura la SEO del sito.

Un’ultima avvertenza

I suggerimenti del plugin sono generati automaticamente dai dati: sono spunti da approfondire, non istruzioni da seguire alla cieca, e non sostituiscono la consulenza di un esperto SEO. Se un dato non ti torna o sospetti un problema del server, apri un ticket dall’area clienti: guardiamo i log con te.

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