Hai registrato il dominio della tua attività, magari il .it. Ma il .com? E la versione con il trattino, o con l’errore di battitura più comune? Chi registra domini simili al nome di un marchio altrui, per rivenderli, per intercettare traffico o per truffare, pratica il cosiddetto cybersquatting. Non è un problema solo delle grandi aziende: capita anche a piccole attività, negozi online e professionisti. Vediamo come proteggerti in modo ragionevole, senza registrare cento domini inutili.
Le forme più comuni
- Stessa parola, altra estensione: tu hai
tuonegozio.it, qualcun altro registratuonegozio.comotuonegozio.eu. - Errori di battitura (typosquatting): lettere invertite, doppie mancanti, tasti vicini sulla tastiera.
- Varianti con trattino o parole aggiunte:
tuo-negozio.it,tuonegozio-shop.it,tuonegozio-offerte.com. - Domini scaduti: un dominio che non rinnovi può essere registrato da chiunque appena torna libero, con tutte le visite e la posta che ancora riceve.
Perché è un rischio concreto
- Phishing: un dominio quasi uguale al tuo permette di inviare email che sembrano tue a clienti e fornitori, ad esempio con finte richieste di pagamento o un IBAN “aggiornato”.
- Traffico deviato: chi sbaglia a digitare finisce su un sito di pubblicità, di un concorrente o peggio.
- Reputazione: contenuti discutibili su un dominio associato al tuo nome.
- Ricatto: il dominio ti viene offerto a un prezzo molto più alto del suo valore.
La strategia: proteggere il necessario, non tutto
Registrare ogni variante possibile non è realistico né utile. Un approccio sensato:
- Il dominio principale, ovviamente, tenendo sempre sotto controllo la data di rinnovo.
- Le estensioni più importanti per il tuo mercato: di solito il
.ite il.com; il.euse lavori in Europa; l’estensione del Paese in cui vendi, se diverso dall’Italia. - Uno o due errori di battitura davvero probabili, se il nome si presta a confusioni.
- I nomi dei prodotti principali, se sono marchi riconoscibili.
Per i suggerimenti su come scegliere un buon nome fin dall’inizio, leggi cos’è un nome a dominio e come sceglierlo.
Cosa fare dei domini “difensivi”
Un dominio registrato a scopo difensivo non deve restare inutilizzato: conviene farlo reindirizzare al dominio principale. Così chi lo digita arriva comunque sul tuo sito, e i motori di ricerca capiscono qual è l’indirizzo ufficiale. Il reindirizzamento deve essere permanente (301); trovi un esempio di regola nella guida su .htaccess.
Un dominio che non viene usato per un sito si dice anche “parcheggiato”: resta registrato a tuo nome, ma non mostra contenuti propri o mostra una pagina d’attesa. È una soluzione accettabile, ma il reindirizzamento è quasi sempre più utile.
E la posta sui domini difensivi?
Se un dominio non serve per inviare email, dichiaralo nei DNS: un record SPF che non autorizza nessun server e un record DMARC restrittivo rendono più difficile usarlo per email falsificate. È un accorgimento poco conosciuto ma molto efficace. Trovi le basi in SPF, DKIM e DMARC spiegati semplice e la spiegazione dei record in record DNS. Se i DNS li gestiamo noi, chiedici con un ticket di impostarli.
Il nemico più comune: la scadenza
Molti domini “rubati” in realtà non sono stati rubati: sono scaduti. Il titolare non ha ricevuto l’avviso perché era inviato a un indirizzo che non usava più, o la carta di credito era scaduta. Per evitarlo:
- verifica che i tuoi dati di contatto nell’area clienti siano aggiornati, soprattutto l’email;
- tieni sotto controllo le date di scadenza di tutti i tuoi domini;
- non lasciare i domini registrati a nome di un ex collaboratore, di un’agenzia o di un consulente: il titolare deve essere la tua attività.
Se i tuoi domini sono sparsi fra fornitori diversi, riunirli in un unico posto rende tutto più semplice da controllare. Trovi la procedura nella guida al trasferimento con codice EPP e nella pagina trasferimento dominio.
Se qualcuno ha già registrato un dominio simile al tuo
Prima di tutto, non contattare d’impulso il titolare offrendo di comprarlo: rischi di confermargli che il dominio ha valore per te. Valuta con calma:
- il dominio è usato in modo legittimo, da un’attività omonima che opera in un altro settore? Spesso non c’è nulla da fare, ed è normale.
- il dominio è usato in malafede, per phishing, per imitare il tuo sito o per rivendertelo? Esistono procedure di riassegnazione specifiche per le diverse estensioni, che richiedono in genere di dimostrare i tuoi diritti sul nome (ad esempio un marchio registrato) e la malafede di chi lo detiene. In questo caso rivolgiti a un legale esperto di proprietà intellettuale.
- il dominio è usato per una truffa in corso, ad esempio email false ai tuoi clienti? Avvisa subito clienti e fornitori di verificare ogni richiesta di pagamento con un canale diverso dall’email, e segnala il caso alle autorità competenti.
Il marchio registrato aiuta
Un marchio registrato non impedisce automaticamente a nessuno di registrare un dominio, ma è l’elemento più solido per far valere i tuoi diritti nelle procedure di contestazione. Se il nome della tua attività è importante per te, vale la pena parlarne con un consulente in proprietà industriale.
Lista di controllo
- Dominio principale con scadenza sotto controllo e dati di contatto aggiornati.
- Estensioni principali per il tuo mercato registrate e reindirizzate.
- SPF e DMARC restrittivi sui domini che non inviano posta.
- Tutti i domini intestati alla tua attività, non a terzi.
Per registrare nuovi domini o riunire quelli che hai, visita la pagina domini o apri un ticket dall’area clienti.