Cambiare hosting fa paura a molti per un motivo semplice: il timore di restare con il sito offline, di perdere email o ordini, di scoprire a cose fatte che qualcosa non funziona più. In realtà una migrazione ben preparata si fa senza interruzioni percepibili dai visitatori. Il segreto è l’ordine delle operazioni: prima si copia e si verifica, solo alla fine si sposta il traffico.
In questa guida trovi il metodo, sia che la migrazione la facciamo noi sia che tu voglia occuparti di qualche passaggio.
La migrazione gratuita: chiedila prima dell’ordine
Per i nuovi clienti la migrazione è gratuita: nei piani multidominio è gratuito il primo sito, quelli successivi costano 20 € ciascuno. C’è una condizione importante: va richiesta prima dell’ordine. Scrivici dalla pagina contatti spiegando cosa devi spostare, così concordiamo tempi e modalità.
Le tre cose da spostare
Ogni migrazione riguarda, in proporzioni diverse, tre elementi:
- il sito: i file e, quasi sempre, un database;
- la posta: caselle, messaggi, inoltri e alias;
- il dominio e i DNS: l’indirizzo che porta visitatori ed email al server giusto.
Sono tre lavori distinti e conviene trattarli separatamente. Della posta parliamo in modo approfondito nella guida su come migrare la posta senza perdere messaggi.
Fase 1: preparazione
Prima di toccare qualsiasi cosa, fai un inventario:
- quali siti e sottodomini sono attivi;
- quale CMS usano e con quale versione di PHP girano sul vecchio hosting;
- quali caselle email esistono, comprese quelle che “nessuno usa più” ma che magari ricevono fatture;
- quali operazioni pianificate (cron) sono attive: invio newsletter, sincronizzazioni, pulizie;
- chi gestisce il dominio e i DNS oggi, e se hai accesso a quel pannello;
- record DNS particolari: verifiche di servizi esterni, posta su altri fornitori, sottodomini che puntano altrove.
Annota anche se il dominio è in scadenza: un trasferimento di registrar a ridosso della scadenza complica le cose. Se vuoi spostare anche la registrazione del dominio, trovi la procedura nella guida al trasferimento con codice EPP.
Fase 2: abbassare i tempi dei DNS
Ogni record DNS ha un TTL, cioè per quanto tempo i server nel mondo possono ricordarlo prima di chiederlo di nuovo. Se puoi, uno o due giorni prima del passaggio abbassa il TTL dei record principali (quelli del sito e della posta) a qualche minuto. Così, quando cambierai il puntamento, il cambiamento si diffonderà molto più in fretta. Trovi i dettagli nella guida sulla propagazione DNS.
Fase 3: copiare e verificare, senza toccare il sito vero
A questo punto si copiano file e database sul nuovo hosting. Il sito vecchio resta perfettamente funzionante: i visitatori continuano ad andare lì.
Come verificare che la copia funzioni, se il dominio punta ancora al vecchio server? Il modo più semplice è modificare il file hosts del tuo computer, che permette di dire solo al tuo PC “per questo dominio, vai a quest’altro indirizzo”:
- su Windows:
C:\Windows\System32\drivers\etc\hosts(da aprire come amministratore); - su macOS e Linux:
/etc/hosts.
Aggiungi una riga con l’indirizzo IP del nuovo server (te lo indichiamo noi) e il nome del dominio:
IP-DEL-NUOVO-SERVER tuodominio.it www.tuodominio.it
Ora solo tu vedi il sito sul nuovo hosting. Controlla con calma:
- home e pagine interne;
- accesso all’area di amministrazione;
- moduli di contatto (l’invio di un messaggio di prova);
- per un e-commerce: carrello, checkout, metodi di pagamento in modalità test;
- immagini e file caricati;
- assenza di errori nel log (vedi log di accesso e di errore).
Finite le prove, ricordati di togliere la riga dal file hosts, altrimenti continuerai a vedere il nuovo server anche quando non dovresti.
Fase 4: il passaggio
Quando tutto è verificato, si scelgono il giorno e l’ora: in un momento di traffico basso, e mai in un periodo critico come il lancio di una promozione. Per un sito con contenuti che cambiano (ordini, commenti, iscrizioni), poco prima del passaggio si fa una copia aggiornata del database, così non si perde nulla di quanto è successo nel frattempo. Per un e-commerce conviene mettere il vecchio sito in manutenzione per i pochi minuti dell’ultima copia.
Poi si cambia il puntamento: i nameserver del dominio o i singoli record DNS, a seconda di come è organizzato il dominio (vedi nameserver: cosa sono e come cambiarli).
Fase 5: dopo il passaggio
- Il certificato SSL. Da noi Let’s Encrypt è gratuito, emesso e rinnovato in automatico: viene emesso quando il dominio punta al nuovo server. Per qualche momento potresti vedere un avviso del browser; se dura, scrivici.
- Le operazioni pianificate. Ricrea i cron che avevi sul vecchio hosting (guida: cron).
- Non disdire subito il vecchio hosting. Tienilo attivo per qualche giorno: ti serve come rete di sicurezza e per recuperare eventuali email arrivate lì durante la propagazione.
- Controlla la posta da più dispositivi, inviando e ricevendo.
Gli errori che fanno perdere dati
- cambiare i DNS prima di aver verificato la copia;
- dimenticare l’ultima copia del database su un sito che riceve ordini;
- disdire il vecchio servizio il giorno stesso del passaggio;
- dimenticare record DNS di servizi esterni, che smettono di funzionare senza preavviso.
Se hai dubbi su un passaggio, apri un ticket dall’area clienti: è meglio una domanda in più prima che una correzione dopo.