Tra le impostazioni di un dominio, i nameserver sono forse le più potenti: con una sola modifica decidi chi risponde per tutto il dominio, dal sito alla posta. Proprio per questo vanno cambiati con un po’ di attenzione. Vediamo cosa sono, come capire quali usa il tuo dominio e come cambiarli senza interrompere i servizi.

Cosa sono i nameserver

I nameserver sono i server che conservano la zona DNS del tuo dominio, cioè l’elenco dei record (A, MX, TXT e gli altri) che dicono dove si trovano sito, posta e altri servizi. Quando qualcuno cerca il tuo dominio, il sistema DNS chiede prima all’estensione (.it, .com…) «chi gestisce questo dominio?», e la risposta sono proprio i nameserver.

Un paragone utile: il dominio è il nome sul campanello, i nameserver sono il portiere che sa a quale piano mandare ogni visitatore.

Nameserver e record DNS: la differenza

È la confusione più comune, quindi vale la pena chiarirla:

Nameserver Record DNS
Cosa decidono Chi gestisce la zona del dominio Cosa c’è dentro la zona
Dove si cambiano Presso chi gestisce la registrazione del dominio Presso chi ospita i nameserver attivi
Effetto di una modifica Spostano in blocco tutti i servizi Cambiano un servizio alla volta

Ne deriva una regola pratica: se cambi un record su un pannello ma i nameserver del dominio puntano altrove, la modifica non avrà alcun effetto.

Come sapere quali nameserver usa il tuo dominio

Puoi controllarlo con il comando nslookup (anche su Windows) o dig (su Linux e macOS):

nslookup -type=ns tuosito.it
dig NS tuosito.it +short

In alternativa, se il dominio è registrato con noi, trovi le impostazioni del dominio nell’area clienti, oppure puoi chiedercele con un ticket. Di solito i nameserver sono almeno due, su reti diverse, così se uno non risponde l’altro continua a farlo.

Quando conviene cambiarli

  • Sposti sito e posta su un nuovo hosting e vuoi che sia il nuovo fornitore a gestire tutta la zona.
  • Trasferisci il dominio e vuoi che anche i DNS passino al nuovo gestore.
  • Vuoi centralizzare la gestione di molti domini presso un unico fornitore.

Se invece devi spostare solo il sito e la posta resta dov’è (o viceversa), spesso è più semplice lasciare i nameserver dove sono e modificare solo i record interessati.

Come cambiarli senza fermare nulla

1. Fai l’inventario della zona attuale

Prima di tutto, annota tutti i record presenti oggi: A, AAAA, CNAME, MX, TXT (compresi SPF, DKIM, DMARC e i codici di verifica dei servizi esterni). Quando i nameserver cambiano, conta solo la zona sui nuovi nameserver: tutto quello che non è stato ricreato lì smette di funzionare.

2. Prepara la zona sui nuovi nameserver

Prima di cambiare i nameserver, la zona deve già esistere ed essere completa dalla parte nuova. Se passi da noi, la prepariamo noi: segnalaci con un ticket eventuali record particolari (servizi esterni, sottodomini, verifiche) così non vanno persi.

3. Valuta il TTL

Anche i nameserver vengono ricordati dai resolver per un certo tempo. Nel periodo di transizione alcune persone interrogheranno ancora i vecchi, altre già i nuovi. Per questo, durante il passaggio, le due zone dovrebbero dare le stesse risposte e non conviene disattivare subito la vecchia.

4. Cambia i nameserver presso chi gestisce il dominio

La modifica si fa dove è gestita la registrazione del dominio (il registrar o il rivenditore). Se il dominio è con noi, ce ne occupiamo noi o trovi l’opzione nell’area clienti; se è presso un altro fornitore, devi cambiarli dal suo pannello.

5. Verifica e attendi

Dopo la modifica, controlla con dig NS o nslookup. Non preoccuparti se per qualche ora vedi risposte diverse da reti diverse: è la normale propagazione, di cui parliamo nell’articolo dedicato.

Il caso dei domini .it

Per i domini .it c’è un passaggio in più: quando cambi i nameserver, il Registro .it esegue dei controlli tecnici sui nuovi nameserver. Se la zona non è ancora configurata correttamente dalla parte nuova, la modifica non viene accettata e il dominio resta in attesa finché il problema non si risolve. Morale: per un .it è ancora più importante preparare la zona prima di cambiare i nameserver, e controllare dopo che il cambio sia davvero andato a buon fine, non solo che sia stato richiesto.

Errori frequenti

  • Dimenticare i record di posta: il sito funziona, ma le email smettono di arrivare perché gli MX non sono stati ricreati.
  • Perdere i TXT: SPF, DKIM e codici di verifica spariscono e la posta inizia a finire nello spam, oppure un servizio esterno risulta «non verificato».
  • Modificare la zona sbagliata: si aggiornano i record sul vecchio pannello mentre il dominio usa già i nuovi nameserver.
  • Indicare un solo nameserver: molte estensioni ne richiedono almeno due, ed è comunque buona pratica averne più di uno.

Con iWebLab

Se registri o trasferisci il dominio con noi, i DNS li gestiamo noi e colleghiamo sito, posta e certificato SSL in modo coerente. Se arrivi da un altro fornitore, la migrazione è gratuita per i nuovi clienti (va richiesta prima dell’ordine) e il cambio dei nameserver lo coordiniamo con te.

Per spostare anche la registrazione del dominio guarda la pagina Trasferimento dominio. Per dubbi su un cambio di nameserver già in corso, apri un ticket dall’area clienti.

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